Il Diario dei Trialoghi Icastici #74 (#439)

By

11/09/1924 – ore 17:36 – #74 (#439)

Mane fitta d’oobligazioni ma povera d’effettiva retribuzione datesi l’attività di poco conto che m’è toccato di ch’espletare pe’ consegnare rapporti completi alla Frontprice pe’ gli stabilimenti di Greenrice e di Bolinthos; non sto a dilungarmi riguardo pe’l tedio che pur al sottoscritto sovviene nella descrizione. Ne vengo d’una notte poco riposante ov’ho combattuto co’ violenti colpi di tosse e l’incapacità di lassarmi dormentare come di consueto. Più unici che rari tali momenti d’insonnia, oramai. Ammetto d’aver abusato ancor un poco de’ vizi che pe’ ‘sì tant’anni han compagnato ‘l mio viaggiar diario e, sicuramente, ancora codesti due dì innanzi ne vedrò i fumi nefasti visto ‘l proposito mio ben saldo d’apporre un punto di confine al tredicesimo giorno del mese corrente, vuolsi pe’ le palesi correlazioni con Ella ch’han fatto di me lo che sono in codesto istante, vuolsi pe’ l’effettiva oramai spontanea facilità colla quale mi trovo arimembrare tale data ne’ mie’ dispensari di cogito. Far di codesto dì, ch’infine resta di mezzo all’altri com’un altro anonimo numeretto, un qualsivoglia monumento a un che di personale e importante – di speme imperituro, mi dico- può portare solo vantaggi sul lungo termine. Poco altro v’è di che narrare delle peripezie odierne salvo una missiva di Florence che s’è vista dubbiare su alcune decisioni ben più che importanti riguardo l’impellente. Mi son lassato trasportare dal tenace mio sentimento di volerle consigliare le maniere migliori per approcciare le dure scelte ch’ha di che prendere ‘n codesti mesi, forte dell’esperienza similare ch’ha forgiato la mia motivazione e spirito nel cambio dell’impiego qualche anno addietro, oramai. Ben so ch’i toni che si confanno al rapporto intimo ch’abbiamo non sono li ch’esplicito con ella e, quissà, proprio per questo, resto saldo nella consapevolezza che porteranno i frutti ‘sì sperati. M’aggrada pormi in le maniere ch’al volgo non verrebbe mai ‘n la capa d’ostentare, chessìa nel discorrere al limite d’una superbia tronfia e fuor luogo o, per contro, nel silenzio ermetico e deciso, al limite delle convenzioni sociali. Per vero, tendo a esagerarne i tratti, sovente meco e sin guardi estranei di torno, ma lo reputo efficace allenamento d’una personalità ben più efficace del conformismo sociale e noioso di cui son impregnate le calli della contee, oibò, della regione, mi vien che dire. D’ogni modo, ne’ pensieri, al momento, di contro al flusso ch’appena ho sciorinato, v’è la brama di gittare in parole lo che scorre pe’ le recchie durante le giornate, in un modo ben più prolifico ed esaustivo di quanto non abbia fatto finora; mi son visto vagheggiare sull’effettivo contributo ch’una futura lettura di codesti testi potrebbe fornire all’eventuale avventore e debbo riconoscere che, per quanto prolisse, talvolta, le mie entrate, parecchi son i discorsi che restano catenati dalle costrizioni di tempo o dall’oblio divinabile d’una stanchezza fisica cotidiana. Mio proposito torna lo di ser più consistente e descrittivo nella cronistoria di codesto angolo d’universo ‘sì osservato dell’occhi d’un eterno insoddisfatto.



CONTACT ME

Mail: delriomarco.md@gmail.com


Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.


Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da mvrcodelrio.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere