“Scusi, questo posto è occupato?”
Joy, persa nei suoi pensieri, si riscosse di colpo.
“No, no. Si sieda pure.”
Solo allora si accorse che avevano appena superato la stazione di Maudrey, dove alcuni passeggeri erano scesi e altri, tra cui quel signore, erano saliti.
“Le carrozze precedenti erano piuttosto affollate… Fortunatamente qui c’è un po’ di tranquillità in più.”
“Ha ragione, è un treno piuttosto lungo e questi sono i vagoni più lontani dal binario, forse è per quello che sono più vuoti…”
Il signore non rispose ma la guardò rivolgendole un sorriso.
“Era immersa nella bellezza del panorama, vero? Mi è sembrato quasi di spaventarla quando sono arrivato.”
Joy sorrise imbarazzata “Credo di averle dato quest’impressione, sì. Osservavo quelle distese verdi che si aprono tra una curva e l’altra, davvero incantevoli. Lei vive qui?”
“Sì, da diversi decenni ormai, e ogni volta che prendo il treno mi imbatto in qualcuno come lei che li vede per la prima volta… Apprezzo molto anche se, lo ammetto, mi fa sorridere: io ci sono abituato.”

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