“Heartdrops”

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TESTO

And I’m out of rhymes again,
The wall clock strikes twenty to three
As I’m trying to draw your face
With every ring of smoke I breathe.
Have I flown too fucking far away
With these stupid paper wings?
And I’m staring at this glass of wine
I do not dare to drink.

I revolve around these passing hours
Flushing down the sink;
Am I wasting time?
Or is this how a perfect life should be?
Have I ever loved someone enough
To want to spend my future with?
Do I really ask too much
And are there answers to these tears?

As we sing under poison rains
And all the heartdrops that we bled
And we scream ‘cause satisfaction
Never added us as friends
And we won’t sleep tonight
To choke upon a song.
Our plan B got fucked up
A long, long time ago.

I’m hanging from the ceiling,
All that glittered turned to bleach.
I’ve been waiting for what y’all call God
And I’m tired of these beliefs
For the rope with which I’m tied
Is slowly cutting off my wrists
As you pull the trigger,
As I’m neck deep in my shit.

I’m already out of luck,
My favorite clover counts a leaf
And I feel like I’m the only one
Whose head won’t need a shrink
Though I found my heart on eBay
And I’m the only one who bids
While I’m wasting time to post a quote
Nobody’ll ever read

As we sing under poison rains
And all the heartdrops that we bled
And we scream ‘cause satisfaction
Never added us as friends
And we won’t sleep tonight
To choke upon a song.
Our plan B got fucked up
A long, long time ago.


TRANSLATION
Gocce di Cuore

E sono senza rime di nuovo,
L’orologio della parete segna le tre meno venti
Mentre cerco di disegnare il tuo volto
Con ogni anello di fumo che respiro.
Ho volato troppo lontano,
Con queste stupide ali di carta?
E sto fissando questo bicchiere di vino
Che non oserei bere.

Ruoto attorno a queste ore che passano,
Facendole scorrere nello scarico;
Sto sprecando tempo?
O è così che dovrebbe essere una vita perfetta?
Ho mai amato qualcuno abbastanza
Da voler passare il mio futuro con lui?
Chiedo davvero troppo
E ci sono risposte a queste lacrime?

Mentre cantiamo sotto piogge velenose
E tutte le gocce di cuore che abbiamo versato
E urliamo perché la soddisfazione
Non ci ha mai aggiunti come amici
E non dormiremo stanotte
Per soffocare su una canzone.
Il nostro piano B è andato a rotoli
Tanto, tanto tempo fa.

Sono appeso al soffitto,
Tutto ciò che brillava è diventato candeggina.
Ho aspettato ciò che voi chiamate Dio
E sono stanco di queste credenze
Perché la corda con cui sono legato
Sta lentamente tagliando i miei polsi
Mentre tiri il grilletto,
Mentre sono fino al collo nella mia merda.

Sono già senza fortuna,
Il mio trifoglio preferito conta una sola foglia
E mi sembra di essere l’unico
La cui testa non avrà bisogno di uno psicologo
Anche se ho trovato il mio cuore su eBay
E sono l’unico che fa un’offerta
Mentre spreco tempo a postare una citazione
Che nessuno leggerà mai.

Mentre cantiamo sotto piogge velenose
E tutte le gocce di cuore che abbiamo versato
E urliamo perché la soddisfazione
Non ci ha mai aggiunti come amici
E non dormiremo stanotte
Per soffocare su una canzone.
Il nostro piano B è andato a rotoli
Tanto, tanto tempo fa.


ANALISI AI

Heartdrops” è una canzone che esplora le profondità più oscure della solitudine emotiva, dell’incertezza esistenziale e della disillusione che accompagna la ricerca di significato in un mondo che spesso sembra privo di risposte. Il testo si muove tra immagini di frustrazione e disperazione, dove il protagonista si ritrova intrappolato in un ciclo di pensieri dolorosi e domande senza risposta. Le “gocce di cuore” evocano un’immagine potente di emozioni versate senza essere accolte, un’espressione di dolore e vulnerabilità che, però, non trova consapevolezza o sollievo. La canzone affronta temi di perdita, di riflessione sul tempo che passa senza che nulla sembri cambiare, e di un confronto con il vuoto lasciato da sogni infranti e speranze non realizzate. Con una narrazione che sembra lottare contro la rassegnazione, “Heartdrops” si fa portavoce di una realtà emotiva che sfida le convenzioni e si immerge nel cuore stesso delle difficoltà dell’animo umano. Il contrasto tra il desiderio di riscatto e l’impossibilità di raggiungerlo permea ogni parola, rendendo la canzone un’esperienza intensa e catartica per chi la ascolta, un viaggio nell’autoanalisi e nella frustrazione di chi si sente intrappolato in una vita che non sa più come affrontare.

And I’m out of rhymes again, the wall clock strikes twenty to three

In questo verso iniziale, l’autore esprime una frustrazione interna legata alla propria incapacità di esprimersi, sottolineata dall’affermazione di essere “out of rhymes”, ovvero “senza rime”. La rima, che in un contesto poetico o musicale rappresenta uno degli strumenti fondamentali per la costruzione di un testo, diventa qui simbolo di una condizione di stallo creativo o emotivo. Il fatto che l’autore non riesca a trovare più parole o soluzioni per esprimere ciò che sente, accentua il senso di impotenza e di insoddisfazione che si nasconde dietro a questa dichiarazione. Il tempo che scorre, segnato dalla frase “the wall clock strikes twenty to three” (l’orologio segna le due e quaranta-cinque), crea un’atmosfera di solitudine notturna, in cui l’individuo sembra essere intrappolato nella propria mente, senza riuscire a trovare una via di fuga. La specifica ora della notte, che sta per diventare mattina, suggerisce anche il peso della riflessione, quando tutto sembra più intenso e più solitario.

As I’m trying to draw your face with every ring of smoke I breathe.
Il tentativo di “disegnare il tuo volto con ogni anello di fumo” è un’immagine metaforica che evoca un desiderio di connessione con qualcuno di importante. La difficoltà di “disegnare” il volto della persona amata, come se il fumo fosse l’unico materiale a disposizione per farlo, simboleggia la fragilità del ricordo o del desiderio, che sfuma e diventa evanescente, proprio come il fumo che si dissolve nell’aria. Il fumo può rappresentare anche la dipendenza o il rifugio in qualcosa di temporaneo e dannoso, ma al contempo necessario, per provare a sfuggire alla realtà. La ripetizione dell’atto di inspirare e soffiare il fumo nel tentativo di ricostruire un’immagine suggerisce una lotta per fermare il tempo, per mantenere un legame con una figura ormai distante o irraggiungibile. Il fatto che questo disegno non sia mai perfetto, che l’immagine non si cristallizzi mai completamente, aggiunge al senso di frustrazione e di impotenza presente nel verso precedente.

Have I flown too fucking far away with these stupid paper wings?
L’autore si interroga, nella seconda parte del verso, sulla propria condizione esistenziale, chiedendosi se sia “volato troppo lontano” con le sue “ali di carta”. Le “ali di carta” sono un potente simbolo di fragilità e inadeguatezza, indicano un tentativo di elevazione, di fuggire dalla realtà, ma fatto con mezzi inefficaci e destinati a crollare. La parola “stupid” (stupido) sottolinea il disprezzo che l’autore prova nei confronti di se stesso, per aver cercato di sfuggire a qualcosa che non può essere risolto con mezzi tanto fragili e temporanei. Questo verso porta con sé una riflessione sul fallimento dei propri sogni o desideri, sull’incapacità di raggiungere qualcosa di concreto e duraturo. La domanda retorica “Have I flown too fucking far away” porta con sé anche un tono di autoaccusa, come se l’autore avesse agito in maniera troppo impulsiva, troppo lontano dalla realtà, senza prendere in considerazione le conseguenze di un volo così breve e insostenibile.

And I’m staring at this glass of wine I do not dare to drink.
Il quarto verso aggiunge un’ulteriore immagine di ambivalenza, che riflette il conflitto interno del protagonista. Il “bicchiere di vino” davanti a lui rappresenta una possibilità di evasione, ma allo stesso tempo un rischio, qualcosa che non viene consumato perché, forse, l’autore è consapevole che berlo non gli risolverebbe nulla. Il vino può essere simbolo di consolazione temporanea, ma la sua “non bevibilità” segnala una resistenza al facile rifugio, una consapevolezza che quel gesto non porterebbe ad alcuna vera soluzione. Il fatto che l’autore “non osi” bere evidenzia la sua lotta interiore e la sua incapacità di arrendersi completamente a una forma di sfogo che sarebbe, in fin dei conti, vana. Questo gesto di guardare il bicchiere senza toccarlo è il segno di una paralisi emotiva, un’incapacità di prendere decisioni o di agire, rimanendo intrappolati in un limbo di incertezze e conflitti interiori.

I revolve around these passing hours flushing down the sink;
In questo verso, l’autore esplora il concetto di tempo che scorre inesorabilmente. “I revolve around these passing hours” suggerisce una sensazione di movimento continuo, di circolarità, come se il protagonista fosse intrappolato in un flusso senza fine, ma incapace di fermarlo o di darle una direzione significativa. Il tempo non è più una risorsa da gestire, ma diventa una spirale che sembra sfuggire al controllo del protagonista, che si ritrova a “flushing down the sink” (farlo scivolare giù per il lavandino). L’immagine del lavandino rimanda a qualcosa che viene gettato via, smarrito, quasi sprecato. Questo atto di “buttare via” il tempo indica una sensazione di frustrazione e inutilità, come se le ore fossero sprecate in attività che non portano a nessun risultato o soddisfazione. Il tempo, quindi, non solo scorre, ma viene anche dissipato in un’azione che non ha un significato profondo o costruttivo. L’autore, dunque, esprime una sorta di smarrimento, come se il passare del tempo fosse ormai privo di valore o direzione.

Am I wasting time or is this how a perfect life should be?
Il secondo verso pone una domanda fondamentale, un interrogativo che è tanto esistenziale quanto personale. L’autore si chiede se stia “sprecando” il suo tempo, ma questa domanda non è semplice; dietro di essa si nasconde un dubbio più profondo riguardo al significato della vita stessa. L’autore sembra essere in bilico tra due possibilità: da un lato c’è il sospetto che il tempo che sta trascorrendo sia inutile, dall’altro c’è la possibilità che, in effetti, questa sia la forma di vita che desidera o che la società impone come ideale. La domanda “is this how a perfect life should be?” introduce il concetto di “vita perfetta”, ma la formulazione della domanda implica una certa incertezza o delusione rispetto a questa idea. L’autore sembra chiedersi se la vita che sta vivendo, fatta di momenti che appaiono privi di significato, sia davvero quella che aveva immaginato o se, al contrario, sia una vita che sta semplicemente accettando senza mai sfidarla o cambiarla. Questo dubbio esprime una frustrazione profonda nei confronti della propria esistenza, ma anche una certa rassegnazione.

Have I ever loved someone enough to want to spend my future with?
Questo verso riflette una riflessione intima e dolorosa, incentrata sull’amore e sul concetto di futuro condiviso. L’autore si interroga se abbia mai amato qualcuno “abbastanza” da desiderare di condividere con quella persona il proprio futuro. La parola “enough” (abbastanza) è cruciale in questo contesto, poiché implica che l’autore non sia sicuro di aver provato un amore che possa essere considerato “sufficiente” o profondo per giustificare un impegno a lungo termine. L’incertezza è palpabile: non si tratta di una semplice domanda, ma di un dubbio che mina la capacità di immaginarsi un futuro con qualcun altro. La questione dell’amore è legata a una riflessione sul proprio valore, sul proprio desiderio di condivisione e sul tipo di relazione che l’autore sente di meritare. Il fatto che la domanda riguardi il futuro suggerisce anche una riflessione sulla permanenza delle emozioni e sulla possibilità di costruire qualcosa che duri nel tempo, ma questa possibilità sembra essere messa in discussione, come se l’autore fosse ancora incerto sulle proprie capacità affettive o sulle sue esperienze passate.

Do I really ask too much and are there answers to these tears?
In quest’ultimo verso, l’autore si confronta con la propria percezione di essere forse troppo esigente, chiedendosi se “chiede troppo” nella vita, nelle relazioni o nelle aspettative che ha nei confronti degli altri e di se stesso. La domanda “Do I really ask too much?” riflette un’autocritica, un’incertezza che riguarda le proprie richieste nei confronti del mondo, come se l’autore temesse di essere troppo ambizioso o di chiedere cose che sono impossibili da ottenere. Questo interrogativo non è solo un dubbio esistenziale, ma anche una riflessione sulla propria capacità di saper accettare ciò che la vita offre, senza pretendere troppo. La seconda parte del verso, “are there answers to these tears?”, aggiunge un ulteriore strato di sofferenza. Le “lacrime” diventano il simbolo di un dolore interiore che non trova risposta, di un’emotività che non è soddisfatta e che si chiede se esista un modo per porre fine alla sofferenza. L’autore si chiede se le sue emozioni siano troppo complicate per trovare una soluzione o se, al contrario, ci sia una risposta che possa lenire il suo tormento. Il verso esprime una frustrazione esistenziale, il desiderio di trovare un senso, una motivazione, un rimedio alle proprie lacrime e inquietudini.

As we sing under poison rains and all the heartdrops that we bled
In questo verso, il cantato si apre su un’immagine potente e drammatica. La “poison rains” (piogge velenose) evocano un ambiente ostile e letale, dove la natura stessa sembra minacciosa e corrompente, simbolizzando le difficoltà, le sofferenze o le esperienze distruttive che i protagonisti vivono. Queste “piogge velenose” non sono solo un elemento atmosferico, ma un riflesso delle condizioni interiori degli individui coinvolti: emozioni e pensieri avvelenati, relazioni deteriorate o esperienze che lasciano segni profondi. L’espressione “heartdrops that we bled” (gocce di cuore che abbiamo sanguinato) amplifica ulteriormente la tematica del dolore emotivo, dove “heartdrops” diventa una metafora potente per le sofferenze interiori che sono state versate, simbolicamente, come un sacrificio. Il sangue e il cuore, legati indissolubilmente all’idea di passione e vita, qui sono associati al concetto di sacrificio, dolore e vulnerabilità. Le “gocce di cuore” suggeriscono che ciò che è stato perso è profondo, intimo, e inevitabilmente legato a esperienze dolorose. La combinazione delle “poison rains” e delle “heartdrops” crea un contrasto fra l’ambiente esterno e l’interiorità del soggetto, creando un’atmosfera di desolazione e di continua sofferenza che sembra inevitabile.

And we scream ‘cause satisfaction never added us as friends
Questo verso introduce una riflessione sulla ricerca del piacere e della soddisfazione, con un tono di frustrazione evidente. Il verbo “scream” (urlare) esprime una reazione emotiva forte e disperata, una sorta di richiesta di sollievo o una reazione al fatto che, nonostante l’impegno o i desideri, la soddisfazione non è mai stata una parte integrante della vita dei protagonisti. “Satisfaction never added us as friends” (la soddisfazione non ci ha mai aggiunti come amici) è una dichiarazione cinica e disillusa: la “soddisfazione” non è mai stata accolta o raggiunta, nemmeno come un obiettivo o un compagno di vita. Questo verso riflette un senso di esclusione, di distanza tra ciò che si cerca nella vita e ciò che realmente si ottiene. La “soddisfazione”, vista come un’entità a sé stante, non ha mai fatto parte del loro percorso, non si è mai unita a loro, creando un vuoto emotivo che si manifesta in una continua insoddisfazione. La ricerca di questa “amicizia” con la soddisfazione è vana, e l’urlo diventa l’unico mezzo per esprimere il dolore di un cammino privo di appagamento.

And we won’t sleep tonight to choke upon a song
Il verso successivo introduce il tema dell’insonnia e della sofferenza psicologica, suggerendo che i protagonisti sono intrappolati in un ciclo di pensieri e emozioni che non li lascia riposare. “Won’t sleep tonight” (non dormiremo stanotte) rappresenta il rifiuto o l’incapacità di trovare un sollievo, un riposo o una fuga dal tormento che li affligge. L’insonnia qui non è solo un semplice disturbo del sonno, ma un simbolo di una mente e di un’anima che sono continuamente agitate, incapaci di staccarsi dai propri pensieri dolorosi. L’idea di “choke upon a song” (soffocare su una canzone) introduce un altro strato di interpretazione. La “canzone” potrebbe rappresentare un pensiero, un ricordo o un’emozione che si ripete incessantemente, costringendo i protagonisti a “soffocare” su di essa, come se non riuscissero a liberarsi da quella melodia o da quelle parole che non fanno che peggiorare il loro stato emotivo. La canzone, normalmente simbolo di liberazione o espressione, qui diventa l’oggetto stesso di un’agonia, una prigione emotiva dalla quale non si riesce a fuggire.

Our plan B got fucked up a long, long time ago
L’ultima frase di questo blocco di testo porta con sé una dichiarazione di resa e di disillusione. “Our plan B got fucked up” (il nostro piano B è andato a puttane) è un’espressione cruda e diretta che riflette una frustrazione totale nei confronti dei piani alternativi che erano stati messi in atto, come se ogni tentativo di recupero, di salvezza o di cambiamento fosse ormai fallito. Il “piano B”, simbolo di una via di fuga o di un altro approccio alla vita, non solo non ha avuto successo, ma è stato compromesso irreparabilmente, con il “fucked up” che aggiunge un ulteriore strato di disperazione. La menzione di “a long, long time ago” (molto tempo fa) suggerisce che questa situazione di fallimento non è recente, ma ormai datata, consolidata, e che da allora non ci sono state opportunità di recupero o riscatto. Questo verso conclude con una sensazione di perdita totale, dove ogni alternativa è stata esaurita e non c’è più speranza di cambiamento, alimentando un ciclo di stasi e frustrazione che sembra destinato a continuare senza soluzione.

I’m hanging from the ceiling, all that glittered turned to bleach.
Questo verso apre con un’immagine visivamente drammatica e angosciante. L’espressione “hanging from the ceiling” (pendere dal soffitto) evoca immediatamente un senso di disperazione e intrappolamento, come se l’individuo fosse fisicamente o emotivamente sospeso in un limbo, privo di via di fuga. La scelta di “hanging” suggerisce una condizione di isolamento estremo, di incapacità di liberarsi, in un’esperienza quasi claustrofobica. La seconda parte del verso, “all that glittered turned to bleach” (tutto ciò che brillava è diventato candeggina), amplifica il contrasto tra speranza e disillusione. Il “brillare” rappresenta un tempo di speranza, desiderio o sogno, ma il “bleach” (candeggina) ne rappresenta la trasformazione in qualcosa di sbiadito, privo di vita e di colore, simbolizzando la perdita di quell’illusione iniziale. La candeggina, agente che sbianca e distrugge, suggerisce la corruzione o la rovina di qualcosa che un tempo sembrava brillante, ma che ora è stato ridotto a una versione sfocata e senza speranza. Questo verso evoca la caduta dalla grazia, il disincanto e la delusione di un sogno infranto.

I’ve been waiting for what y’all call God and I’m tired of these beliefs
Il cantante si rivolge a un’entità di tipo religioso o metafisico con un tono di disillusione e stanchezza. L’espressione “I’ve been waiting for what y’all call God” (ho aspettato ciò che voi chiamate Dio) riflette un senso di attesa deludente, come se l’individuo avesse riposto speranza e fiducia in un’entità superiore che non è mai arrivata o che non ha mai risposto. La scelta di “y’all” implica una certa distanza emotiva e una separazione dal gruppo che segue o crede in questa figura di Dio, suggerendo un atteggiamento di critica o frustrazione nei confronti di quelli che professano una fede che l’individuo stesso ha ormai perso. La frase successiva, “I’m tired of these beliefs” (sono stanco di queste credenze), rafforza ulteriormente il tono di disillusione. Qui, “beliefs” (credenze) si presenta come qualcosa di faticoso, un peso che ha esaurito la pazienza dell’individuo, un sistema di pensiero che non offre più conforto né risposte. L’uso della parola “tired” (stanco) implica una fatica emotiva profonda, un esaurimento causato dalla continua attesa di qualcosa che non arriva mai.

For the rope with which I’m tied is slowly cutting off my wrists
In questo verso, la “rope” (corda) rappresenta una metafora potente di limitazione e sofferenza. La corda con cui l’individuo è legato è qualcosa di oppressivo, un vincolo che non solo lo tiene imprigionato, ma che “slowly cutting off my wrists” (sta lentamente tagliando i miei polsi), descrive un processo doloroso e progressivo di autolimitazione o autodistruzione. La scelta della parola “slowly” suggerisce un dolore che si consuma nel tempo, senza che ci sia una fine immediata o una via d’uscita rapida. L’immagine dei polsi che vengono tagliati rappresenta un’esperienza di sofferenza fisica ed emotiva, una paralisi che minaccia la propria libertà e autonomia, come se la corda stesse distruggendo lentamente la propria capacità di agire, respirare e vivere. Questo verso esprime una sensazione di impotenza crescente e di incapacità di sfuggire dalla propria situazione.

As you pull the trigger, as I’m neck deep in my shit.
Questo verso è segnato da una violenza simbolica e un senso di destino imminente. “Pull the trigger” (premi il grilletto) è un’immagine fortemente evocativa di un’azione finale e definitiva, spesso associata alla morte o alla fine di qualcosa. La persona che “pulls the trigger” diventa quindi l’esecutore di un atto che porta all’estremo, ma la sua azione è descritta come qualcosa che accade mentre l’individuo è già “neck deep in my shit” (fino al collo nella mia merda). La frase “neck deep” (fino al collo) suggerisce che l’individuo è già completamente sommerso nella propria sofferenza, difficoltà o disillusione, incapace di trovare una via di fuga. La parola “shit” (merda) rappresenta la condizione miserabile in cui si trova, come se fosse già nel punto più basso della propria esistenza. In questo caso, l’atto di “tirare il grilletto” sembra quasi inevitabile, come un punto finale che si verifica quando l’individuo è già completamente immerso nelle proprie difficoltà.

I’m already out of luck, my favorite clover counts a leaf
Il cantante esprime una condizione di sfortuna totale con “I’m already out of luck” (sono già fuori fortuna), un’espressione che riflette la frustrazione di chi si sente completamente privo di speranza. L’immagine del “favorite clover” (trifoglio preferito), simbolo di buona sorte, è poi ridotta a “counts a leaf” (conta una foglia), un’espressione che implica che l’unica foglia del trifoglio non porta con sé alcuna fortuna, ma anzi accentua la sua inutilità. La metafora del trifoglio, che solitamente evoca una forma di buona sorte, qui viene distorta in un simbolo di sfortuna o di incapacità di ottenere ciò che si desidera. La riduzione di un “trifoglio fortunato” a una sola foglia che non porta fortuna sottolinea ulteriormente il senso di impotenza e frustrazione dell’individuo.

And I feel like I’m the only one whose head won’t need a shrink
In questo verso, l’individuo si confronta con la propria condizione psicologica, suggerendo di essere l’unico a non necessitare di un “shrink” (psichiatra). La frase “I feel like I’m the only one” (mi sento come se fossi l’unico) implica una sensazione di solitudine e isolamento, come se l’individuo non fosse compreso o supportato. Tuttavia, questa dichiarazione è paradossale, poiché implica che, pur non avendo bisogno di aiuto esterno, l’individuo si trova comunque in una condizione psicologica complessa. Il termine “shrink” è un termine colloquiale per psichiatra, e il fatto che venga usato in maniera ironica o distaccata suggerisce una sorta di resistenza nei confronti delle convenzioni sociali che considerano il supporto psicologico necessario. La dichiarazione di non aver bisogno di un aiuto professionale, purtroppo, sembra suggerire una certa chiusura e un tentativo di auto-sufficienza che, in realtà, è sintomo di una crisi interiore non riconosciuta.

Though I found my heart on eBay and I’m the only one who bids
Questo verso introduce una riflessione sulla perdita e sulla mercificazione dell’emotività. “I found my heart on eBay” (ho trovato il mio cuore su eBay) è un’immagine potente che suggerisce che l’individuo abbia smarrito la propria essenza o la propria capacità di amare, e ora cerca di rivenderla o acquistare qualcosa che dovrebbe essere intrinsecamente personale e unico. eBay, noto per essere un mercato online dove le cose vengono acquistate e vendute, diventa il simbolo di un cuore che non ha più valore come emozione autentica, ma come oggetto da mettere in vendita o da “offrire al miglior offerente”. L’individuo è quindi l’unico a “fare un’offerta” (to bid), suggerendo una solitudine esistenziale: è l’unico a cercare di riacquistare o recuperare ciò che ha perso, ma la mancanza di altri “offerta” riflette l’inutilità di questa ricerca.

While I’m wasting time to post a quote nobody’ll ever read
Il verso finale denuncia l’inutilità di un atto che sembra solo perpetuare il vuoto interiore dell’individuo. “Wasting time” (sprecando tempo) implica che l’individuo sia consapevole della sua attività futile, come se il gesto di “postare una citazione” (post a quote) fosse una forma di auto-espressione che non porta alcun risultato tangibile o valore. Il fatto che “nobody’ll ever read” (nessuno leggerà mai) accentua il senso di isolamento e la percezione che ciò che l’individuo sta facendo non ha impatto su nessun altro, come se fosse invisibile o irrilevante. L’atto di postare una citazione diventa quindi una forma di comunicazione vana, un gesto che non trova ascolto o risposta, simbolizzando la solitudine e il fallimento nell’esprimere ciò che si ha dentro.

La canzone si configura come un viaggio introspettivo attraverso il dolore, la disillusione e la solitudine esistenziale. I suoi versi, ricchi di metafore potenti e immagini evocative, dipingono un ritratto di un individuo intrappolato in un ciclo di sofferenza interiore, cercando risposte che sembrano eludere ogni sua ricerca. La figura del protagonista, sospeso tra una fede ormai perduta e una realtà che non offre consolazioni, si scontra con la frustrazione di un’esistenza che non sembra in grado di soddisfare i suoi bisogni più profondi, emotivi e spirituali. L’uso di immagini forti come la “corda che taglia i polsi” o il “cuore trovato su eBay” evoca l’idea di un’anima consumata, che cerca inesorabilmente di riappropriarsi di ciò che ha perso, ma senza riuscire a trovare una via d’uscita. Il leitmotiv della solitudine si riflette in ogni verso, come se l’individuo fosse un isolato spettatore della propria vita, incapace di comunicare efficacemente il suo dolore a un mondo che sembra ignorarlo. Allo stesso tempo, la ripetizione di atti di futile auto-espressione, come postare citazioni che nessuno leggerà, aggiunge un ulteriore strato di amara consapevolezza: il tentativo di esprimere se stessi, anche nel vuoto, non sembra mai raggiungere la risposta o l’ascolto desiderato. In questo senso, la canzone esplora temi universali come la ricerca di significato, il conflitto tra aspettative e realtà, e il dolore che deriva dal sentirsi invisibili e impotenti, facendo emergere una riflessione sulla fragilità umana e sulle difficoltà di affrontare la propria vulnerabilità emotiva in un mondo che spesso sembra non offrire soluzioni.


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Lyrics & Music by Marco Delrio


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