Pagine Piene per Zucche Vuote #273

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BY FEDERICA BALDI

Il paese si era svegliato sotto un cielo dorato, come se anche il sole avesse voluto mettersi in costume per l’occasione. Le prime luci del giorno accarezzavano i tetti delle case, che in quel mattino sembravano più antiche del solito. I tendaggi appesi alle finestre ondeggiavano come stendardi e l’aria, ancora fresca, profumava di antico e di festa.

Sotto l’arco della piazza centrale, un gruppo di musici accordava strumenti dal suono dimenticato: ghironde, liuti, flauti in legno scuro. I primi rintocchi delle prove si mescolavano al canto distante di un gallo, dando al paese un’armonia insolita.

Le botteghe si erano trasformate: insegne in legno, cassette di spezie, panni appesi, boccali in terracotta. Davanti alla sartoria, Densey sistemava sul manichino un mantello di velluto verde scuro bordato d’oro, mentre Joy annodava al collo di un bimbo un fazzoletto azzurro.

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