Beersplaining è la rubrica semiseria di Altrebirre che smonta miti birrari con ironia e un pizzico di luppolo.
Una guida brillante ma concreta per bere meglio e raccontarlo senza cadere nei cliché.
Ti sei mai trovato davanti a una tap list che sembra scritta in codice fiscale?
IPA, NEIPA, DIPA, TIPA, DDH, IPL… una dopo l’altra, senza un solo accento umano. Il barista ti guarda. Tocca a te. Tu improvvisi:
“Prendo… la DDPA. O forse era la PIAL? Boh, quella forte.”
Annuire è più facile che chiedere. Ma poi arriva un bicchiere torbido al mango che sa di niente e ti chiedi dov’è finita la birra.
🧠 Il mito da smontare
“Le sigle servono solo a confondere.”
È una convinzione diffusa, perché chi usa queste sigle spesso lo fa come badge da esperto. Si pensa che chi parla di DDH o NEIPA lo faccia per darsi un tono, e non per dire qualcosa di concreto. Il risultato? La sigla diventa un ostacolo, non una guida. E chi non la capisce si sente scartato.
📚 La verità tecnica
Ogni sigla birraria dice qualcosa di reale. Non sono parole vuote: sono abbreviazioni nate per indicare metodi di produzione, profili aromatici, stili ben precisi.
Ecco alcune tra le più comuni:
- NEIPA – New England IPA: torbida, succosa, con amaro quasi assente
- DIPA – Double IPA: più alcol (7–9%), corpo più pieno, luppolo più intenso
- TIPA – Triple IPA: 9–12%, spesso dolciastra, da bere con cautela
- DDH – Double Dry Hopping: luppolo aggiunto a freddo, aroma esplosivo
- IPL – India Pale Lager: luppolatura da IPA, ma fermentazione da Lager
- APA – American Pale Ale: versione più equilibrata e morbida dell’IPA
Sono strumenti, non barriere. Se usate bene, aiutano a scegliere la birra più vicina ai tuoi gusti.
🔍 Approfondimento
Molti birrifici artigianali hanno iniziato a usare queste sigle come linguaggio comune, un modo rapido per raccontare una birra senza scrivere un saggio.
Ma questo ha portato a una proliferazione acronimica spesso confusa.
È come nei generi musicali: tra indie pop, post-rock, dreamcore e hyperpop, alla fine vuoi solo capire se ti piacerà o meno.
La soluzione non è ignorare le sigle, ma tradurle in esperienza.
✅ Come comportarsi davvero
Non c’è bisogno di ricordarle tutte. Basta sapere cosa cerchi.
– Vuoi profumo e succosità? Cerca NEIPA, DDH, APA.
– Vuoi secchezza e pulizia? Prova IPL.
– Cerchi forza e luppolo? Vai su DIPA o TIPA.
– Non sai cosa vuoi? Chiedi: “Qual è quella più amara? Più leggera? Più tropicale?”
Il modo migliore per imparare una sigla è berla. Poi magari memorizzarla. Ma mai il contrario.
🧩 Conclusione
IPA, APA, DDH, IPL… alla fine, vuoi solo una che ti faccia dire “Ah.”
📚 Fonti utilizzate
– Yakima Valley Hops (profilo varietali)
– Craftbeer.com – Glossary of Beer Styles
– BJCP Style Guidelines 2021
– Esperienza diretta su tap list di birrifici italiani e internazionali
– Appunti da corsi Unionbirrai – Moduli base e avanzati
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