Bibliobites: “Le Città Invisibili” (Calvino, 1972) [#27]

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“Le città invisibili” di Italo Calvino, pubblicato nel 1972, è un’opera che trascende la semplice narrazione per trasformarsi in un’esperienza letteraria ricca di spunti filosofici, estetici e sociologici. Il libro si sviluppa attraverso un dialogo tra l’imperatore dei Tartari, Kublai Khan, e il viaggiatore Marco Polo, il quale racconta al sovrano le città che ha visitato nel suo peregrinare, ma queste città sono in realtà invisibili, esistenti solo come concetti, idee e riflessioni. Ogni città descritta nel testo si fa simbolo di un aspetto della condizione umana, come la solitudine, l’alienazione, la memoria, il desiderio e la speranza. Calvino, con il suo stile elegante e rigoroso, esplora la relazione tra individuo e ambiente, interrogandosi sul significato di città, sul concetto di spazio e sul tempo, e su come la realtà possa essere costruita attraverso le percezioni e le storie. Il libro si inserisce nel solco della letteratura postmoderna, che gioca con la metafora e l’assurdo per esplorare temi universali. Le influenze di Calvino sono molteplici: dalla filosofia esistenzialista alla tradizione del romanzo d’avventura, fino a una riflessione sulle strutture narrative e il linguaggio stesso. Tra le opere che risentono della sua influenza, si annoverano le scritture di autori come Jorge Luis Borges e Umberto Eco, che, come lui, hanno esplorato il confine tra realtà e finzione, tra la concretizzazione dell’immaginario e l’invisibilità del mondo. “Le città invisibili” può dunque essere visto come una meditazione sulla percezione del mondo e sull’esperienza umana, un’opera che sfida il lettore a riflettere sulle città reali e immaginarie che abitiamo ogni giorno.

Ecco i dieci principali punti del libro:

La percezione del mondo attraverso la memoria
Ogni città descritta nel libro è come una metafora della memoria e del passato. Le città rappresentano il modo in cui ricordiamo e rielaboriamo i nostri ricordi, spesso mistificando e idealizzando la realtà. La riflessione suggerisce che la memoria non è mai una riproduzione oggettiva della realtà, ma una sua rielaborazione filtrata dal nostro essere.

La città come specchio delle emozioni umane
Le città invisibili di Calvino riflettono la condizione umana: solitudine, desideri, paure e speranze. Ogni città è il riflesso di un’emozione o di uno stato d’animo. Per esempio, la città di Diomira è un luogo dove il desiderio di bellezza è così forte da sopraffare ogni altra cosa, evidenziando il potere delle emozioni nel determinare la nostra realtà.

Il rapporto tra uomo e spazio urbano
Calvino esplora il modo in cui le persone interagiscono con l’ambiente che le circonda, mostrando che le città sono tanto opere di ingegno umano quanto specchi della nostra natura interiore. Ogni città ha una propria architettura, ma l’importanza risiede nel modo in cui essa si intreccia con le storie dei suoi abitanti.

Il paradosso delle città senza tempo
Molte delle città descritte nel libro sono senza tempo o non seguono le leggi temporali come le conosciamo. Questo suggerisce che il tempo, in quanto tale, è un concetto relativo e non sempre si applica in modo uniforme. Le città “senza tempo” ci invitano a riflettere sul concetto di eternità e su come la vita possa essere vissuta al di fuori dei vincoli temporali.

Le città come metafore dell’incomunicabilità
Una parte centrale del libro è l’incomunicabilità che può esistere tra le persone, ma anche tra l’individuo e la città stessa. Le città possono essere luoghi di solitudine, di incomprensioni, di relazioni che non riescono a decollare. Le descrizioni delle città evidenziano l’impossibilità di comprendere completamente un altro essere umano.

La continua trasformazione della realtà
Le città invisibili sono in continuo cambiamento, proprio come la nostra percezione della realtà. Ogni città ha una vita propria che cambia continuamente, suggerendo che la realtà, come la città, è in costante evoluzione. La trasformazione è inevitabile e in qualche modo, anche noi, come esseri umani, siamo soggetti a questa continua metamorfosi.

La città come riflesso della condizione sociale
Molte delle città invisibili rappresentano le problematiche sociali e culturali. Per esempio, la città di Tamara è un luogo che esprime la fusione tra il pensiero e l’immagine, sottolineando la dipendenza dell’uomo moderno dall’apparenza. Questo ci porta a riflettere sul ruolo delle città nel costruire e riflettere la nostra condizione sociale.

L’importanza del viaggio interiore
Ogni descrizione di una città può essere letta come una parte del viaggio interiore del lettore stesso. L’esplorazione delle città di Calvino non è un’esplorazione geografica, ma un’esplorazione filosofica e psicologica. Il libro suggerisce che il vero viaggio è quello dentro di noi.

Le città come idee non concretizzabili
Le città invisibili non sono mai fisicamente visibili, ma sono piuttosto dei concetti che non possiamo mai davvero possedere. L’idea che una città possa essere allo stesso tempo concreta e immaginaria ci invita a riflettere sulla natura stessa delle cose e sul fatto che non tutto ciò che vediamo o comprendiamo è tangibile o definibile.

La tensione tra ordine e caos
Ogni città di Calvino è un equilibrio tra ordine e caos. Le città, pur sembrando molto ordinate nelle loro descrizioni, sono sempre caratterizzate da un certo grado di caos o di instabilità. Questo equilibrio precario riflette la realtà stessa della vita umana, che vive costantemente tra la ricerca dell’ordine e la necessità di affrontare il caos.


Foglietti Gialli

“Le città, come le cose, non sono mai ciò che sembrano, ma qualcosa che si nasconde dietro e oltre, ed è per questo che sono invisibili.”


“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.”


“Non esistono città che non siano anche paesi, terre e paesaggi lontani. Ogni città, per chi vi arriva, è un paese estraneo.”


Italo Calvino, New York City, 1983

Ecco alcune fonti utili per approfondire il lavoro di Italo Calvino:

Libri di Italo Calvino

Le città invisibili – Un’opera filosofica e letteraria che esplora le percezioni e le concezioni della realtà attraverso il racconto delle città immaginarie descritte da Marco Polo al Khan.

Cosmicomiche – Una raccolta di racconti che mescolano scienza e fantasia, affrontando temi cosmologici in un linguaggio originale e astratto.

Il barone rampante – Un romanzo che esplora il conflitto tra la libertà individuale e la società, raccontando la storia di un ragazzo che vive sugli alberi per sfuggire alle convenzioni.

Le storie naturali – Una serie di racconti che indagano la natura e la condizione umana attraverso una prosa che unisce il fantastico alla riflessione esistenziale.

Se una notte d’inverno un viaggiatore – Un romanzo che esplora il concetto di lettura e di narrazione, in cui il lettore è protagonista di un’esperienza metanarrativa unica.

Il cavaliere inesistente – Un romanzo che esplora la ricerca dell’identità attraverso l’immagine di un cavaliere che non esiste, ponendo interrogativi sulla realtà e l’immaginazione.

Sito Web e Risorse

Fondazione Italo Calvino – La fondazione che conserva il suo lascito e promuove la sua eredità letteraria attraverso eventi, archivi e risorse digitali.

Podcast e Video

YouTube: Italo Calvino – Gli scritti e il pensiero – Una raccolta di letture, analisi e documentari che approfondiscono la vita e l’opera di Calvino.

Rai Play: Italo Calvino – Il poeta della modernità – Un documentario che esplora la sua scrittura e il suo impatto sulla letteratura contemporanea.

Articoli e Interviste

The New York Review of Books – “The Legacy of Italo Calvino” – Un’analisi approfondita sulla modernità delle opere di Calvino e sul suo influsso sulla narrativa contemporanea.

The Guardian – “The Enduring Appeal of Italo Calvino” – Una riflessione sull’attualità dei temi calviniani e la loro applicabilità nella letteratura del XXI secolo.




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