26/06/1924 – Ore 19:58 – #363
La White Swan ha imbastito un progetto di distribuzione decisamente ambizioso che s’estenderà su gran parte del territorio della Britannia e oggi, nel tardo meriggio, ho partecipato a una serie di colloqui individuali e di gruppo con i funzionari diretti della società che ne esplicavano l’obiettivi e le specifiche operative. La nota positiva ch’ho tratto da tutta la demagogia nauseabonda è che la retribuzione par esser per vero elevata. Il resto mi pare solo un’enorme perdita di tempo: la promozione ossessiva dell’ingredienti a base secca in codesto mercato già saturo d’alternative ben più economiche ma ugualmente efficienti potrebbe paradossalmente risultare controproducente dal momento che l’esercito di venditori di cui faccio parte farebbe risuonare ‘l nome della White Swan nelle recchie de’ responsabili delle fabbriche com’un picchio fa sul tronco d’un albero, pittando di poco a poco la nomea d’un marchio che le prova tutte sin sosta per un minimo guadagno percentuale. Per chiaro, poco mi importano le conseguenze finanziarie o di prestigio che ne seguiranno ma, di fatto, v’è ‘l mio volto dinnanzi all’operatori di rilievo delle fabbriche nel momento ‘n cui andrò a sottoporre a disamina ‘l progetto in loco. Poco male. Per certo non sarà tale accumulo d’impegni che mi farà passare ‘l gaio dell’impiego ‘sì com’è orora. Ma torniamo al principio. Stamane mi son destato decisamente più rigenerato rispetto all’ultimi giorni, quissà anche cagionato dall’aver stabilito un sistema di solitanze mattutine che non pretende più di lo che posso dare e non s’adagia sull’allori più de lo che la mia intraprendenza pre-alba conceda. La mane l’ho scorsa nelle zone di torno a Nutterpyne pe’ compilare alcuni tabulati richiesti dal signor Manners ne’ giorni antecedenti. Non è stato complicato e non m’è dispiaciuto correre d’un paesino all’altro nella succitata zona limitrofa a Nutterpyne, un’area alle pendici delle montagne fitta di verde e ruralità casi troppo in ritardo coi tempi. Ho profittato, fra una tappa e l’altra, pe’ concedermi qualche sosta all’empori de’ paesi che traversavo, pe’ anticipare l’esigenze domestiche alle quali Ada, nel caso, avrebbe dovuto ottemperare nel primo meriggio. Non ho avuto modo di prepararle una lista di mancanze ‘sì che non potevo permettermi di rimanere sin alcuni prodotti imprescindibili ne’ mie’ quarti. Stamane, prima di sortire e fuggire da Lylcoin, son riuscito a scrivere una lunga missiva per Juliet, confidando che dimani ella mi faccia pervenire un esaustivo aggiornamento sulle sue vicissitudini attuali nella regione di Stretchnote. Ancor m’oblio del paese preciso ov’or ella è situata. Ho avuto inoltre modo di colloquiare a lungo col signor Tinsteel nel primo meriggio, nell’ore poscia ‘l desino, in preparazione delle riunioni colla White Swan previste: elli condivide a pieno ‘l mio scetticismo sulle mire casi comiche della suddetta compagnia ma, ovviamente, ci tratteniamo dall’esporre dubbi ‘sì fondati ed esperienziali che potrebbero inasprire e complicare l’intero svolgimento operativo della quistione. Di fatto non viene richiesto chi sa quanto da noi venditori e ‘l signor Tinsteel m’ha consigliato di limitarmi a seguire le indicazioni e le tecniche di promozione promulgate dalla White Swan e ridirigere le mie attenzioni verso le nuove richieste del signor Manners. Quest’ultimo, infatti, tramite una missiva speditami ‘n giornata dal signor Raventale, ha deciso di tentare d’espandere ‘l mio lavoro di vendita e monitoraggio dell’ingredienti Kryomont anche verso la parte meridionale della regione di Hillfoot, cosa che non m’entusiasma ma che nemmeno mi turba più di molto. Per certo, la nomea della Kryomont sarà un ottimo alleato nel mio proselitismo ormai capillar’n tutte le contee. Scappando verso altri argomenti, d’oi in avanti, perlomeno finché parrà funzionare, ho integrato l’apposizione d’una mira cotidiana d’espletare sin scuse di sorta; tale verrà stabilità durante la sequenza di solitanze mattutine e completata durante l’ore di luce del dì; prima dell’ora del riposo dovrò apporre un segno al fianco d’essa di modo da sottolineare ‘l traguardo raggiunto, anche ne’ giorni ove pare che traguardi non ve ne siano. Credo sia più una bisogna psicologica ch’un effettivo stratagemma per incrementare la mia produttività già oltre i valori della media. Tuttavia, avendo un solo obiettivo appeso dinnanzi l’occhi per tutto ‘l dì, mi costringerà a rivalutare l’intera giornata, per quanto a volte pessima o poco concludente, colla contentazione d’almeno un risultato raggiunto. Ebbene, vedremo. Nel frattanto, mi rendo conto ch’il mio pormi a scribacchiare a quest’ora della sera aumenta non di poco la pesantezza delle mie palpebre e già mi pento d’aver lassato la scrittura com’ultima attività di che sbricare ‘n una giornata come codesta poiché, per vero, avrei di che riempire altre dozzine di carte con lo che mi frulla pe’l capo. M’ha vinto ‘l sonno, aimè.

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