BY FEDERICA BALDI
Joy era china sul tavolo da taglio, intenta a sistemare una serie di nastri dorati sopra un corpetto. Una piega le sfuggiva di continuo dalla cucitura e si ostinava a sporgere, ma a ogni tentativo fallito si mostrava sempre un po’ più testarda del precedente.
Quando la porta si aprì, non alzò subito lo sguardo. Il solito campanello trillò e una voce familiare, quella del padre, disse con tono teatrale:
“Buongiorno, nobile sarta! È con grande onore che veniamo a porgerle tributo… e stoffa.”
Joy alzò gli occhi, con un sorriso stupito. I genitori erano lì, in piedi sulla soglia, lievemente impacciati e al tempo stesso perfettamente a loro agio nel cuore della sartoria. La madre teneva in mano una scatola decorata con motivi a fiori blu sbiaditi, mentre il padre si guardava attorno con curiosità sincera, come se fosse entrato in un mondo incantato.
“Non dovevate venire più tardi?” disse Joy, liberandosi con un gesto deciso dell’ago infilato tra le dita.
“Abbiamo anticipato, per coglierti in azione” rispose la madre, lasciando la scatola sul banco.
All’interno, un rotolo di stoffa color crema si srotolò appena, rivelando un motivo floreali delicato e antico.
“Guarda, questo l’ho trovato a casa. Era della nonna… Diceva sempre che aveva paura a farci qualcosa, per non rovinarla. Ma tu sei più coraggiosa, no?” aggiunse il padre sedendosi accanto a uno dei tavoli di lavoro.
Densey, attirato dalla scena, si avvicinò con curiosità.
“Un dono così non può che meritare un’idea su misura. E’ una stoffa di buonissima fattura, si vede che appartiene a giorni più antichi.”
Ben, dal retro del suo bancone, annotava già tutto. ” ‘Il filo del tempo passa da qui’, titolo provvisorio” mormorò tra sé, soddisfatto.

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