Le Bibliopillole di Zu #1

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BY FEDERICA BALDI

“Stai calmo e usa le parole giuste nel giusto ordine”

di Paolo Borzacchiello

Questo testo si propone come una guida pratica per migliorare la comunicazione personale e professionale attraverso l’uso consapevole del linguaggio.

Il testo si apre con un’introduzione che spiega come di fronte a una frase che esprime un concetto assolutamente vero e reale il nostro cervello possa in realtà costruirne un’immagine diversa ed errata. Se penso “Non devo mangiare questo cibo”, la negazione specifica alla parte razionale del nostro cervello la corretta accezione, ma l’inconscio immagina comunque l’azione proposta e oggetto di negazione. Per questo motivo è consigliabile non utilizzare le negazioni ma fornire invece un’alternativa affermativa per far sì che il cervello visualizzi l’azione giusta.

L’autore propone poi alcune tecniche molto interessanti:

Utilizzo di un linguaggio positivo e proattivo: utilizzare parole che stimolino azioni costruttive e motivanti e che abbiano un significato positivo. A questo proposito si può lavorare su tutte le cosiddette convinzioni limitanti (pensieri che non ci fanno evolvere, anche per via della struttura linguistica con cui sono costruiti) modificandole in modo da portare il cervello a costruirne immagini positive e in azione.

Ancore verbali: “interruttori emotivi”. Sono parole o frasi che sono in grado di rievocare emozioni specifiche relative a situazioni o eventi passati riattivandone lo stato d’animo e influenzandone quindi il comportamento anche a distanza di tempo. E’ importante identificarle e, soprattutto nel caso di àncore che riattivano emozioni negative, di rivedere il linguaggio utilizzato per esprimerle.

Uso consapevole del “non”: comprendere come le negazioni possano influenzare la percezione e la comunicazione ed esercitarsi a riscrivere le negazioni in forma affermativa.

Priming inconscio: l’effetto delle parole nel predisporre la mente a determinati comportamenti o reazioni. L’esposizione a una parola, un’immagine o un concetto influenza infatti il comportamento, le emozioni o i pensieri successivi senza che la persona ne sia consapevole. Anche in questo caso l’autore consiglia di rifarsi a un linguaggio positivo e proattivo.

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