Il Diario delle Vanvere Terapeutiche #343

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06/06/1924 – Ore 19:08 – #343

Par ch’abbia imboccato una qualche discesa, s’intende metaforicamente, per chiaro, datisi l’ultimi giorni decisamente di molto al di sopra della mia media in fatto di prestazioni lavorative. Quissà si tratta d’un naturale conseguio de’ mie’ atteggiamenti propositivi al cangiamento che didentro mi par d’aver ben più che accolto, se non alimentato; quissà, oppure, spintonato in avanti dalle remunerazioni che le mie migrazioni d’impiego sin distrazioni andranno a concedermi coll’arrivo del mese nuovo. Stamane ‘l dì ha iniziato da Leadline Rail, località ove non vado casi mai, limitando le mie visite solo per cagioni di sostituzione o emergenza. Leadline Rail, come quissà ho già ampiamente descritto in precedenza, poggia di mezzo d’un panorama di tutto rispetto, fra laghi e montagne, ‘n un’atmosfera invidiabile a noi grigiati pendolari della contea di Bolinthos. Lìvi ho avuto poco di che sbricare poiché solamente quattro o cinque tabulati erano lo ch’era stato assegnatomi ne’ dì addietro. Mi son ripromesso di esplorare meglio le zone di Leadline Rail e Bedslept, cittadella a fianco, non appena ‘l tempo e le risorse lo permetteranno poiché son convinto ch’ivi troverei una pletora considerevole d’anfratti di cheto ristoro. Poscia le mie celeri obbligazioni ne’ luoghi succitati, mi son diretto verso Orreads, Crocquechick, Threeks e in fine in Naught Port. V’è stato ben poco tempo tra uno stabilimento ell’altro per lassarmi concedere alle futili digressioni pessimistiche che sovente compagnano tali viaggi solitari per altre contee e, fortunatamente, son riuscito a tenere a bada persino la fatica più che prevedibile che m’ha assalito verso l’ora del desino. Oramai mi vedo comprendere i momenti del dì ove le mie attenzioni si fan più giocose, la vista s’annebbia quel poco che basta per farmi dimandare se valga la pena pennicare ‘n’un qualche fugiglio isolato di fianco d’una fabbrica, le mie abilità oratorie van smielandosi con ogni periodo e mi trovo a cestinare un dì ch’avea incipito di ottima lena. Codesto scenario, oi, non s’è verificato, e conto di limitarne le occorrenze d’oi in avanti. Orbene, di fatto son sei giorni ch’in fondo mi posso reputare più che soddisfatto de’ mie’ approcci al cotidiano e alle urgenze che ne conseguono. Tornato in Lylcoin ho avuto modo di conversare con Claudette, presso lo stabilimento di Knighthill e ci siamo concessi parecchi minuti per riassumere l’eventi salienti dell’ultime settimane. Non nego la nostalgia che m’assale ogniqualvolta ci dilunghiamo ne’ nostri ranti, spesso sin fine, sebbene, per vero, ultimamente, l’argomenti tendono alla situazione d’impiego di molti de’ nostri colleghi, per nulla contenti dell’attuale ruolo ‘n cui operano ma, di contro, completamente inerti e dediti principalmente al lamento. Insopportabile, tale comportamento, secondo la mia e la di Claudette opinione. Entrambi ci siamo visti varie volte contrastare ed esporre argomentazioni verso i superiori del caso per riallineare le obbligazioni assegnateci a lo che son le nostre mire, aspettative ed effettive disponibilità di tempo e abilità. Mi par d’aver scritto molto sin dire granché oi. E, quissà, è un po’ una costante delle mie entrate di tale agendicola. Tuttavia, di fondo, questo è ‘l senso di codeste paginette sporcate cotidianamente: sparlare, scarabocchiare, divagare e svanverare sul tutto e ‘l nulla, su lo ch’or m’attraversa il pensiero. E non sempre, infine, è un qualché d’interessante, non sempre v’è una storia di che narrare, non sempre v’è una riflessione epifanica sul mio intero esistere, non sempre mi manca Valerie – orsù, che boiate, Arthur – e non sempre i dì si paleseranno su queste cartacce come qualcosa che valga la pena di rammentare, sebbene, a tutto dire, col cor in mano e la mente più lucida che posso sfoggiare ora, codesti son i dì ch’anelo più di tutti l’altri, i dì ove è tutto un costruire d’un mattoncino dopo l’altro, ove ‘l tempo che scorre è intriso di saggezza ben incartata che, chetamente, sto apprendendo ad aprire e ad usufruirne.

Bedslept, Contea di Naught Port, 1924


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