Il Diario delle Vanvere Terapeutiche #341

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04/06/1924 – Ore 15:04 – #341

Possiedo appena una mezzora di rifiato prima di gittarmi sulla seconda parte di codesta giornata apparentemente interminabile. Quissà tale velo d’infinito è esacerbato dall’essermi destato prima del trillo della sveglia, prima della quarta ora del dì corrente. Non sto, tuttavia, patendo l’assopimento che di solito s’addice alle ore seguenti al desino sebbene l’occhi si stan facendo di poco più pesati con ogni ora che va scorrendo. La mane è stata un frettoloso uragano d’obbligazioni e tabulati interminabili pe’ la contea di Augustine, fino a Henchester, Little Castle e Glasspool, oramai nelli soliti stabilimenti che solgono salutarmi un paio di volte ogni mese. Nulla di complicato, ad ogni modo, ché per quanto l’urgenze per conto della Frontprice siano parecchie ‘n questo periodo, la mia dimestichezza colle fabbriche de’ dintorni di Augustine si fa sempre più invidiabile. Per vero, avrei desiderato giungere ‘n April Street con qualche ora d’anticipo rispetto a lo ch’ho fatto ma sarà per la prossima volta. Date le molte ore fuori da Lylcoin, non ho ricevuto nuove, oi, riguardo le mie corrispondenze. Mi sono premurato stamane, prima di sortire colle prime lamelle dell’alba, di consegnare una lettera al signor Watson in modo che Juliet possa riceverla il prima possibile. Il meteo, da queste parti, par ancora molto avverso e par essersi nuovamente dimenticato che siamo alle porte dell’estate. Forti rovesci, venti e temperature di molto sotto la media complicano ulteriormente la situazione qui in Bolinthos, ove i cocchi tendono a impantanarsi con molta facilità datesi le calli usurate dal traffico. L’ultima cosa che farei, questo meriggio, è raggiungere il circolo letterario, son ben onesto, sebbene son pure consapevole che son i dì ‘n cui m’alienerei d’ogni obbligo quelli che di fondo andranno a movermi le gambette sullo scalino successivo. Valuterò, prima di sortire, se vale la pena serrare l’occhi un quarto di ora, giusto per ricalibrare le mie facoltà mentali quel tanto che basta per mostrarmi attento e volenteroso fra l’altri attendenti dell’assemblea settimanale. S’il tempo me lo concede, tornerò su queste paginette in serata ché, per quanto d’oggi vi sia ben poco di che narrare, non mi disgusta oramai vaneggiare sul tutto e ‘l niente lassando la penna scorrer casi per conto proprio.

Ore 22:01

Attendo ancora una mezzora scarsa prima di coricarmi, giusto per gittare in nero qualche cogito sparuto ch’ancor volteggia didietro l’occhi. Nonostante varie incomprensioni, l’assemblea letteraria ha scorso sin grossi intoppi degni di nota e quissà, col mio costante monitoraggio, l’occasioni pe’ un balzo di qualità anche in ambito pubblicativo potrebbero ser più vicine di lo ch’ormai stavo rassegnandomi. Tuttavia, s’ha di che travagliare per vero ancor parecchio e son consapevole ch’il tutto, di fondo, sorge del mio materiale informativo e de’ saggi indicativi che vo’ fornendo di volta ‘n volta; non che mi dispiaccia, badisi, sebbene ‘l tempo a mia disposizione non è mai ‘sì esteso da permettermi di concentrarmi per settimane intere su tale progetto, dovendo per ciò inniorare tutte l’altre finestre spalancate. Chiaro che con una ciurma di apprendisti e dilettanti, codesti ragionamenti l’ho effettuati anche l’anno addietro quando dal nulla è stato imbastito il circolo e m’astengo dal sciorinare lamentele sulla mia mole di lavoro quando, palesemente, fui io a cercarla quasi attivamente. Prima di giungere al circolo, stasera, ho dovuto fermarmi presso il deposito postale ove aveo da ritirare alcune corrispondenze inerenti all’obbligazioni saltuarie ch’ancor effettuo per la Milkalis, uno dei clienti della Frontprice nell’ambito dei combustibili a freddo a breve durata. Anche oi nessuna nuova da Susan e mi sto trattenendo parecchio dal comporre una lettera con qualche domanda poco seria per ristabilire l’inerzia comunicativa di qualche giorno addietro. Sono piuttosto soddisfatto della giornata odierna, sia dal lato dell’urgenze per la Frontprice che per l’ottimismo in briciole che scorgo nella Fox Reprise; quissà di poco mi scoccia non aver avuto molto tempo per chetare qualche ora in April Street ma confido che domani sia in grado di recuperare. Vi sono momenti ‘n cui m’attaccherei alla pipa sorseggiando una serie di chiare costose ma v’è molta fiducia, ultimamente, nelle mie capacità di resilienza e la sana e fin troppo tarda promessa che mi son inciso nel cervello non s’ha da spezzare per nessuna cagione. Per una volta, quissà la prima per vero, posso fiduciosamente sottolineare ogni grevità, ‘n questa frase suscritta.

Jerome Vixen, Membro della Fox Reprise, Bolinthos, Contea di Bolinthos


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