Oggi è un giorno di quelli in cui paura e tristezza mi sovrastano un po’.
C’è silenzio in casa, e forse anche per questo il rumore di alcuni pensieri è più forte del solito. Faccio qualche respiro lungo, come a rilasciare una scia d’aria che uscendo dal naso mi si avvolge intorno, quasi fosse un abbraccio consolatore e rassicuratore. Ecco, ora va meglio.
Acquisisco di nuovo padronanza di un pizzico di lucidità, apro un quaderno e ci butto sopra qualche getto d’inchiostro a cui mi preoccuperò tra poco di dare un senso. Sembra terapeutico, per ora.
Nell’ordinare i miei pensieri mi rendo conto di quale e quanta sia la bellezza dei numeri. La loro perfezione mi fa desiderare di essere come loro. E invece siamo quella banale sfumatura tra la razionalità e l’irrazionalità di un numero decimale illimitato, quel colore del sole al tramonto che riesce ad essere giallo, rosso, bianco e arancione allo stesso tempo, quella materia astratta criptata e indecifrabile che ci crea in testa il 90% dei dubbi di tutti i giorni…

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