“Lettera Al Vento”

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TESTO

Sara giocava col buio, la schiena sul muro
Ché gli incubi temono ardore e coraggio;
Sarà il ridondante sentirmi insicuro,
Sarà che non piovve mai ‘sì tanto a maggio

Ma ho ucciso due strofe sopra un davanzale
Che parlan di quello che potevam fare
In quel trapassato, lo strale e ‘l maestrale
E la lenta deriva dello starsi a guardare.

Sara, ho gli stessi discorsi, una tasca di pianti;
Sara, ho il tuo ignaro e costante incedere avanti
E noi, noi sempre più distanti

E se il vento che affronti ti sussurra di noi
Tu riassumi e correggi nel modo che vuoi
Ché non bramo, ormai, reciprocità
Neppure che capissi
Ma ho tormenti di maggior età
Che vorrei che leggessi.

Sara parlava col vuoto, sembiante di crema,
Io a diveller retoriche con frasi di niente;
Sarà il tuo spiazzante sorridere appena,
Sarà il mio cercarti tra tutta la gente

Ma ho perso cent’anni a riscriver la storia,
Smarrendo nei sogni la storia che fu
Ché, a pensarci meglio, cent’anni li ho ancora
Per scarabocchiare una chiacchiera in più.

Sara, ho gli stessi difetti, gli zigomi scarni
E tu hai il tuo rifiutarmi, scappare e lasciarmi
E io, io sotterro le armi

E se il vento che affronti ti sussurra di noi
Tu riassumi e correggi nel modo che vuoi
Ché non bramo, ormai, reciprocità
Neppure che capissi
Ma ho tormenti di maggior età
Che vorrei che leggessi

E li ho scritti nel marmo d’una stazione
Straziata dal grigio dell’andirivieni
E li urlo alle solite cinque persone
Che fisso dai vetri graffiati

E se il vento che affronti ti sussurra di noi
Tu riassumi e correggi nel modo che vuoi
Ché non bramo, ormai, reciprocità
Neppure che tornassi
Ma ho tormenti di maggior età
Che vorrei…


COMMENTO DELL’AUTORE


ANALISI AI

“Lettera al Vento” è una canzone che narra la storia di Sara e del narratore, immersi in un passato di emozioni inespresse e tormenti interiori. Il testo è un’intima riflessione sui rimpianti e sulle incomprensioni che hanno segnato il loro rapporto, con immagini poetiche che evocano il peso delle parole non dette e dei momenti perduti. Attraverso un linguaggio evocativo e ricco di simbolismo, la canzone esplora il desiderio del narratore di essere compreso e ricordato, anche se la reciprocità e il ritorno di Sara non sono più ciò che cerca. Questa struggente lettera indirizzata al vento diventa così un canto di speranza, ma anche di accettazione delle distanze che la vita ha creato tra i due protagonisti.

Sara giocava col buio, la schiena sul muro: L’immagine iniziale di Sara che gioca con il buio evoca un senso di intimità e vulnerabilità. La schiena contro il muro suggerisce una posizione di difesa o riflessione, come se Sara stesse cercando di confrontarsi con le sue paure.

ché gli incubi temono ardore e coraggio: Questa frase sottolinea che gli incubi, metafora delle paure e delle insicurezze, sono meno potenti di fronte al coraggio e alla determinazione. Suggerisce che Sara possiede una forza interiore capace di affrontare le sue paure.

Sarà il ridondante sentirmi insicuro: Qui, il narratore riconosce che la sua insicurezza è una costante ripetitiva nella sua vita, quasi una scusa o una spiegazione per i suoi sentimenti. L’uso della parola “ridondante” implica che questa sensazione è diventata monotona e forse prevedibile.

Sarà che non piovve mai ‘sì tanto a maggio: Questo verso utilizza una metafora meteorologica per indicare un periodo di eccezionale difficoltà emotiva. Maggio, solitamente associato alla primavera e alla rinascita, è paradossalmente descritto come un tempo di pioggia intensa, simbolo di tristezza e turbolenza.

Ma ho ucciso due strofe sopra un davanzale: Il termine “ucciso” in questo contesto potrebbe significare che il narratore ha scritto (e forse riscritto) due versi con grande intensità emotiva, come se fosse un atto doloroso. Il davanzale potrebbe rappresentare un luogo di contemplazione e introspezione.

che parlan di quello che potevam fare in quel trapassato: Questi versi si riferiscono a ciò che poteva essere ma non è stato, un rimpianto per le opportunità perse nel passato. Il termine “trapassato” richiama una realtà ormai distante e irrecuperabile.

lo strale e ‘l maestrale e la lenta deriva dello starsi a guardare: “Lo strale e ‘l maestrale” sono metafore potenti; lo strale (freccia) rappresenta qualcosa di acuto e doloroso, mentre il maestrale (vento) può simboleggiare forze esterne che influenzano la situazione. La “lenta deriva dello starsi a guardare” descrive un processo graduale di allontanamento o alienazione, causato dall’inazione e dall’osservare passivamente piuttosto che agire.

Sara, ho gli stessi discorsi, una tasca di pianti; Questo verso esprime un senso di identificazione e condivisione di esperienze tra il narratore e Sara. Il narratore afferma di avere “gli stessi discorsi”, suggerendo che condivide le stesse preoccupazioni, paure o lamentele di Sara. La metafora della “tasca di pianti” indica un accumulo di tristezza o dolore che il narratore porta con sé, forse implicando una sorta di bagaglio emotivo.

Sara, ho il tuo ignaro e costante incedere avanti Qui, il narratore nota il modo in cui Sara avanza nella vita in modo “ignaro” e “costante”. “Ignaro” suggerisce che Sara potrebbe non essere pienamente consapevole delle sue azioni o del loro impatto sul narratore, mentre “costante” indica una continuità o una coerenza nel suo modo di procedere. Questo verso potrebbe riflettere il senso di frustrazione o incomprensione del narratore nei confronti del comportamento di Sara.

E noi, noi sempre più distanti Questo verso sottolinea il tema della distanza emotiva tra il narratore e Sara. L’uso ripetuto di “noi” enfatizza il senso di separazione e alienazione che il narratore percepisce. La distanza potrebbe essere interpretata sia fisicamente che emotivamente, indicando una mancanza di connessione o intimità tra i due personaggi.

E se il vento che affronti ti sussurra di noi Questo verso utilizza una potente metafora del vento che porta con sé i ricordi o i pensieri di “noi”, riferendosi probabilmente alla relazione tra il narratore e Sara. Il vento è spesso associato al movimento, all’effimero e all’inesorabilità, suggerendo che i ricordi di “noi” continuano a pervadere la vita di Sara nonostante il tempo trascorso.

Tu riassumi e correggi nel modo che vuoi Qui, il narratore accetta che Sara possa interpretare o elaborare i ricordi della loro relazione a suo modo. “Riassumi e correggi” suggerisce che Sara possa rielaborare o reinterpretare la storia in base alla sua prospettiva o alle sue esigenze emotive.

Ché non bramo, ormai, reciprocità Questo verso riflette una sorta di rinuncia da parte del narratore. L’uso della parola “reciprocità” suggerisce che il narratore non cerca più una relazione bilanciata o corrisposta con Sara. La parola “ormai” implica che questa rinuncia è definitiva e che il narratore ha accettato la mancanza di reciprocità nella loro relazione.

Neppure che capissi Qui il narratore chiarisce che non cerca nemmeno che Sara capisca completamente i suoi sentimenti o il suo punto di vista. Questo può riflettere una sorta di rassegnazione o accettazione della mancanza di comprensione reciproca tra i due.

Ma ho tormenti di maggior età / Che vorrei che leggessi Questi versi esprimono il desiderio del narratore che Sara comprenda i suoi “tormenti” o le sue sofferenze interiori. L’uso dell’espressione “tormenti di maggior età” suggerisce che il narratore ha vissuto esperienze significative o dolorose che vorrebbe condividere con Sara. Questi versi possono anche riflettere un desiderio di essere compresi e accettati per chi si è veramente.

Sara parlava col vuoto, sembiante di crema, Questo verso offre un’immagine poetica che sottolinea la solitudine di Sara e la sua mancanza di connessione con il mondo circostante. Il termine “vuoto” suggerisce un senso di isolamento o di mancanza di significato nelle sue conversazioni, mentre l’aggettivo “sempiante di crema” potrebbe indicare una sorta di opacità o indeterminatezza nelle sue parole, che potrebbero essere superficiali o prive di sostanza. Questa immagine contrasta con la seguente prospettiva del narratore, che sembra impegnato in un’introspezione profonda e riflessiva.

Io a diveller retoriche con frasi di niente; Qui il narratore si descrive come impegnato nella disgregazione di retoriche vuote o banali attraverso l’uso di frasi insignificanti. Questo suggerisce un contrasto tra la superficialità delle conversazioni del narratore e la profondità delle riflessioni interiori di Sara. Il narratore sembra essere consapevole della mancanza di sostanza nelle proprie parole e cerca forse di trovare un significato più profondo.

Sarà il tuo spiazzante sorridere appena, Questo verso cattura l’effetto che il sorriso di Sara ha sul narratore. L’aggettivo “spiazzante” suggerisce che il sorriso di Sara sia inaspettato o sorprendente per il narratore, forse perché contrasta con la sua solitudine o la sua tristezza interiore. Il narratore potrebbe essere attratto dalla genuinità o dalla luminosità del sorriso di Sara, che rappresenta un momento di gioia o di leggerezza nel contesto della loro relazione complicata.

Sarà il mio cercarti tra tutta la gente Questo verso esprime il desiderio del narratore di cercare Sara anche quando è circondato da altre persone. Questo suggerisce che il narratore continua a pensare a Sara anche quando è distante fisicamente da lei, e che la presenza di altre persone non riesce a distrarlo o a farlo dimenticare. Questo evidenzia l’importanza di Sara nella vita del narratore e la sua incapacità di ignorare o dimenticare i suoi sentimenti per lei.

Ma ho perso cent’anni a riscriver la storia, Qui il narratore riflette sulla sua esperienza di ruminare il passato e di cercare di dare un senso alla loro storia. L’immagine di “perdere cent’anni” suggerisce una perdita di tempo o un investimento eccessivo nelle riflessioni sul passato. Questo verso può indicare una sorta di ossessione o di fissazione del narratore sulle dinamiche della loro relazione, che possono averlo distolto dal vivere pienamente nel presente.

Smarrendo nei sogni la storia che fu Qui il narratore ammette di smarrirsi nei sogni, che possono essere interpretati come una via di fuga dalla realtà o come un modo per evitare di affrontare i problemi del passato. L’idea di “smarrirsi” suggerisce una perdita di controllo o una confusione nelle riflessioni del narratore sul passato. Questo verso può indicare che il narratore si sente intrappolato nei suoi sogni o nelle fantasie sulla loro relazione, anziché affrontare la realtà dei loro sentimenti e delle loro esperienze passate.

Ché, a pensarci meglio, cent’anni li ho ancora Qui il narratore riflette sul fatto che, nonostante il tempo trascorso, sente ancora che ha molto tempo davanti a sé per riflettere, elaborare e comprendere la loro storia. L’immagine di “cent’anni” suggerisce un senso di infinità o di potenzialità nel tempo a disposizione del narratore. Questo verso può indicare una sorta di ottimismo o di apertura nei confronti del futuro, nonostante le difficoltà o le incertezze del passato.

Per scarabocchiare una chiacchiera in più. In questo verso, il narratore riflette sulla sua propria inclinazione a continuare a pensare e a parlare della loro storia, nonostante le difficoltà o le incertezze. L’immagine di “scarabocchiare una chiacchiera” suggerisce un’azione informale o spontanea, come se il narratore stesse cercando di elaborare i suoi pensieri in modo casuale o poco organizzato. Questo verso può indicare una sorta di perseveranza o di desiderio del narratore di continuare a esplorare i loro sentimenti e le loro esperienze, nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino.

Sara, ho gli stessi difetti, gli zigomi scarni Questo verso trasmette un senso di connessione emotiva e di identificazione tra il narratore e Sara. Il narratore si rivolge direttamente a Sara, evidenziando una sorta di riconoscimento dei propri difetti e imperfezioni. L’uso della parola “gli stessi” suggerisce che il narratore comprende e accetta le imperfezioni di entrambi, stabilendo un legame di empatia e comprensione reciproca. La menzione degli “zigomi scarni” può indicare una sorta di tristezza o malinconia nel narratore, suggerendo forse una condizione emotiva difficoltosa o una mancanza di felicità nella propria vita.

E tu hai il tuo rifiutarmi, scappare e lasciarmi In questo verso emerge una riflessione sulle azioni di Sara nei confronti del narratore. L’uso di “tu hai” evidenzia la percezione del narratore delle azioni di Sara come una sorta di rifiuto e distacco. Le parole “scappare e lasciarmi” trasmettono un senso di abbandono e di perdita, suggerendo che Sara possa aver lasciato il narratore emotivamente vulnerabile e solo. Questo verso mette in evidenza il conflitto emotivo del narratore e la difficoltà nel comprendere e accettare le azioni di Sara.

E io, io sotterro le armi Questo verso rappresenta una sorta di risoluzione o decisione del narratore di “sotterrare le armi”, cioè di rinunciare al conflitto o alla lotta. L’uso del pronome personale “io” enfatizza il senso di agenzia e di volontà del narratore nel prendere questa decisione. La metafora delle “armi” suggerisce una situazione di conflitto o di battaglia emotiva, e la scelta di “sotterrarle” può indicare un desiderio di pace interiore o di accettazione della situazione.

E li ho scritti nel marmo d’una stazione straziata dal grigio dell’andirivieni Questo verso utilizza una potente immagine poetica per descrivere il modo in cui il narratore ha espresso i suoi tormenti. La scelta del marmo come medium suggerisce una sorta di permanenza o durata nel tempo delle parole del narratore. Il fatto che siano scritti su un muro di una stazione ferroviaria “straziata dal grigio dell’andirivieni” crea un’atmosfera malinconica e desolata, suggerendo che i tormenti del narratore siano radicati nella solitudine e nella tristezza. Questo scenario fornisce un contesto visivo e emotivo per la sofferenza interiore del narratore, sottolineando la profondità del suo dolore e della sua disperazione.

E li urlo alle solite cinque persone che fisso dai vetri graffiati Questo verso evidenzia il desiderio del narratore di comunicare i suoi tormenti anche se si sente ignorato o non ascoltato. La menzione delle “solite cinque persone” suggerisce che il narratore si rivolga a un pubblico specifico, forse simboleggiando un gruppo ristretto di persone a cui il narratore si sente legato o con cui si confronta regolarmente. Il fatto che il narratore “urli” le sue parole indica un senso di urgenza e di frustrazione nel comunicare i propri sentimenti. La scena dei “vetri graffiati” suggerisce una sorta di prigione emotiva o isolamento, implicando che il narratore si senta intrappolato nella propria sofferenza e incapace di liberarsene.

In “Lettera al Vento”, emerge un intricato tessuto di emozioni e desideri che permea il rapporto tra il narratore e Sara. Attraverso una serie di immagini poetiche e metafore, il brano esplora la complessità dei legami umani, evidenziando la lotta interiore del narratore nel comunicare i propri tormenti e nel cercare un senso di connessione e comprensione con Sara. La ricerca di reciprocità emotiva e la volontà di essere compresi sono temi centrali che permeano il testo, con il narratore che cerca disperatamente di rompere le barriere dell’isolamento e della solitudine.


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3 risposte a ““Lettera Al Vento””

      1. Avatar luisa zambrotta

        🙏🌹🙏
        Buona domenica

        Piace a 1 persona

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