Mi sembra di ricordarlo come fosse ieri. Ero fuori forma da tre giorni, avevo forse quelle 6-7 influenze tipiche di questo periodo, e quella mattina in particolare ero nelle condizioni peggiori in assoluto, all’apice del mio status di malattia. A suon di uno starnuto dopo l’altro e col naso rosso alla Patch Adams, finalmente mi sono alzata.
Era il giorno in cui avrei scritto nero su bianco che crescere un pezzetto era il mio programma per i mesi a venire.
Era il giorno in cui realizzavo che ero pronta a staccare il cordone ombelicale dalla vita che mi accompagnava dalla nascita.
È proprio vero che è più grande la paura del salto del salto stesso. Un piccolo calcio a volte è fondamentale, quasi necessario, ma la cosa bella è renderti conto che dire “Sì” ti apre una strada totalmente in discesa.

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