26/05/1924 – Ore 07:17 – #332
Coll’ottimismo di chi brama di continuare a recuperare un po’ di minuti dal dì per porre in parola lo ch’occorre didentro, mi trovo nuovamente a costringermi a un piccolo riassunto del dì scorso, or che Lily ancor giace in letto e la mia sveglia presta m’ha scaraventato fuor del giaciglio colle forze rinnovate nonostante qualche malessere fisico, probabilmente dato dalla lunga giornata d’ieri coi parenti. Di fatto, ci siamo recati in Lakebird, verso i cunicoli acciottolati del centro del paesino, luogo che mai avevo visitato prima ma di cui avevo sentito molto parlare. Il panorama si districava tra viuzze antiche e rossicce, sorvegliato da vecchie torrette malconcie ma di modo ancor fascinanti, sfoggiava portici di pregevole fattura di contorno alle piazzette ov’ormai un poco di modernità và mesclandosi colle vecchie imperiture insegne incise d’un tempo e le scritte sbiadite de’ vecchi empori. Ivi abbiam trovato una taverna di minute dimensioni, gestita da un paio di donnine estremamente cordiali ch’han provveduto a rifocillarci in maniera deliziosa nonostante la chiara di media qualità e la prevedibile spesa esorbitante. Mi son offerto d’ottemperare al saldo, casi più per compassione che per diletto od orgoglio, confidando ch’anche un gesto del genere possa riecheggiare ne’ mesi a venire ne’ crani dell’ospiti ormai sempre più rari quali ebbi_ieri. Il resto del meriggio s’è divincolato ‘n un giro pe’ le viuzze incolte di torno de’ laghi di Lakebird, nonostante l’acque torbide e le poche creature selvatiche visibili che Lily avrebbe apprezzato non poco. Congedatici dai parenti in visita, io e Lily ci siamo concessi solo qualche discorso di poco conto durante l’ore rimaste e ci siamo abbandonati al richiamo della spossatezza ad un’ora non tarda. La giornata d’oi non porterà nulla di che parlare, vo’ divinando ora, poiché la mira cotidiana è la di sperperare l’ore di luce nella cheta nullafacenza del dì festivo, prima ch’ella debba tornare in Gersburg verso l’ora dell’ultimo pasto. Non so ancora come fronterò io il giorno innanzi, quissà recuperando la compagnia di Ada o ponendomi ‘n prima persona ‘n alcune faccende domestiche. Tendo a non impantanarmi in attività e progetti complicati durante le visite di Lily poiché per quanto ella s’isoli nel suo divagare effimero, le bisogne sociali e conversazionali restan sparute ma restano e debbo attendere a tali minuzie pe’ garantire un rapporto costante e sano. Domani, di contro, sarò in piedi molto prima dell’alba per uno dell’ultimi interventi operativi presso l’Activa Corp. d’un paesino di cui nemmeno ricordo il nome al momento e ‘l resto del meriggio sarà destinato a qualch’obbligazione meno importante – sempre che le faccende domestiche succitate s’allineino come d’uopo.

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