Mi rintano in un angolo vicino alla finestra del pianerottolo per sorseggiare il mio caffè. Porto il bicchierino verso la bocca quando un “Ehi, Bonnie!” mi fa fare un salto e quasi rovesciare tutto. Senza neanche girarmi avevo già capito chi fosse e avevo capito che fosse una delle mie non-simpatie.
“Bonnie, non sai cos’è successo!” mi dice.
La guardo con espressione di finto stupore perché so già che mi dirà qualcosa di cui non mi frega assolutamente nulla, poi mi sento in colpa, allora cerco di fingere ancora meglio lo stupore per sentirmi meno in colpa.
“Ho sentito il capo dire che vorrebbe trasferire due di noi in un altro dipartimento… Hai presente il gruppo che lavora con Scottie? Ecco, con loro! Potrebbe sembrare una promozione ma sappiamo benissimo che non lo è… Chi vorrebbe mai farne parte? E poi, che criterio useranno per sceglierci? Beh, a pensarci bene, non voglio farti preoccupare eh, ma temo che l’anzianità di lavoro qui sarà quello più probabile…” “Oh no! Che tragedia!” le risposi da perfetta attrice hollywoodiana, visto che ormai mi sentivo totalmente nella parte. “Scusa, devo andare dopo questo shock” dissi, lasciandola lì senza possibilità di replicare.

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