Il Diario delle Vanvere Terapeutiche #284

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08/04/1924 – Ore 06:35 – #284

Chi sa s’oi irò scrollandomi di dosso un poco del fango di commiserazione e pena ch’ì mi son colato indosso nell’ultimi momenti di lucidità del dì appena scorso. M’attende una giornata d’impellenti urgenze e con la bisogna di rispolverare quella dialettica tanto efficace quanto odiata dal sottoscritto per completare la calendarizzazione degli interventi operativi per conto della Kryomont. Lo ch’ancora non ho menzionato in precedenza è che ‘l signor Tinsteel e ‘l signor Raventale m’hanno comunicato che vi sono quindici ulteriori stabilimenti da visitare e da addizionare alla schiera di luoghi che necessitano ‘l mio intervento. Oramai non so più cosa pensare poiché di fatto pare scarseggiare il tempo materiale, non solo per l’organizzazione ottimale ch’ho tentato di stendere ma financo l’ore materiali durante le settimane de’ prossimi mesi pe’ palesarmi nelle fabbriche e mettermi all’opera. Sono piuttosto scettico sulla riuscita de’ mie’ compiti colla Kryomont sebbene consapevole che, sotto tale pressione, si smuove anche quella parte di me che sovente giace sopita nel retro delle mie solitanze efficaci. Oi debbo concludere molto e, s’il sonno spezzettato di quest’ultime ore di buio è premonitore, non credo ch’i risultati che mi vedrò elencare stasera o dimani saranno soddisfacenti quanto, con buona probabilità, s’aspettano i miei superiori. Tuttavia, questa miseria umorale che m’attanaglia pare scemare appena anche solo nell’atto che sto esperendo ‘n questo momento. Chi sa che non sia l’esorcizzazione che necessito ne’ mie’ momenti di dondolìo fra la scarsa autostima e ‘l pessimismo cosmico ch’aleggiano dentro d’ogni mio fugace pensiero. Durante la mane raggiungerò Claudette presso la Activa Corp. d Whogburg, ov’ella dovrà sbricare alcune obbligazioni inventariali e ov’ì mi vedrò tentare di concludere l’impellente urgenza di calendarizzare il mio intervento specializzato con il responsabile del reparto dei combustibili a freddo. Claudette porterà una ventata di socialità che reputo casi mandataria ‘n un dì com’oi e, di sicuro, male non porta solidificare una delle poche relazioni rimastemi, per quanto riguarda le per cui vale la pena tenzonare contr’al fato, si badi. Nel meriggio di sabato ho potuto dare una spolverata al piano d’azione che concerne le mie mire a lungo termine e ho tentato di riconsiderarle sotto un aspetto più panoramico, ricopiando ogni singolo sentiero, scalino e traguardo su una nuova agendicola che sarà per vero dedicata solo a summenzionati obiettivi. Ne sono particolarmente gaio poiché pare ch’abbia trovato un sistema molto più semplice e intuitivo per tenermi al passo con lo ch’ì stesso mi son posto di fare e, sebbene ancora incompleta, la struttura semplificata del corso d’azione ch’ho potuto stendere finora ha rinsavito un poco della motivazione ch’è andata sbriciolandosi via nell’ultime settimane sin grandi affermazioni di successo. Per chiaro, codeste ultime son catenate alle recenti sfortune e sviste menzionate nell’entrata precedente di questo diario, le di cui mi son visto discorrere ieri sera, ‘n un rantolo introspettivo che, per quanto quissà influenzato del fanciulletto spaurito di dentro, non rimpiango affatto. Chi sa ch’il dì sin ritorno non sia stato proprio lo che s’è concluso ieri sera.

Ore 11:35

Mi freno qualche minuto da la che pare una giornata destinata a continuare in la frenesia ineluttabile che n’ha avvolto la prima parte della mane: son giunto presso Whogburg verso la decima ora ove, presso l’Activa Corp. del luogo, ho potuto incontrare la responsabile macchine a freddo. Con mia grande sorpresa, si tratta di Hillary Swift, la che fino a pochi mesi addietro travagliava presso lo stabilimento di Closewall. Accolto con gioia e cortesia, ci siamo dilungati una buona mezz’ora sulla pianificazione del mio intervento operativo, previsto già per il lunedì della prossima settimana. Con mio piacere, ho potuto notare ch’ella non vedeva l’ora che mi palesassi per stabilire una collaborazione anche quest’anno e ci siamo congedati nel migliore dei modi. Presso l’Activa Corp. di Whogburg ho potuto incontrare Claudette, impegnata nelle sue attività di monitoraggio inventariale dei carburanti a secco e dell’altri tipi. Con ella mi son dilungato brevemente, compagnati d’una tazza di caffè presso la piccola taverna di fianco allo stabilimento. Conto di raggiungerla anche per il desino, in quanto le mie attività mattutine han continuato in maniera frenetica ma piuttosto sciolta e credo di potermi permettere una sosta colla testa completamente drenata d’ogni urgenza ancora pendente. D’altronde, nel momento del pasto di metà giornata, non ho alcun modo d’incontrare i responsabili all’interno degli stabilimenti di produzione poiché anch’essi si concedono una lunga pausa. Tuttavia, nel primo meriggio conto di recuperare almeno un paio di suddetti appuntamenti di modo d’ottimizzare lo scorrimento dell’urgenze de’ prossimi giorni. Inoltre, debbo assolutamente stilare un rapporto riassuntivo delle conclusioni della mane appena scorsa da consegnare al signor Raventale il prima possibile. I giorni stan scorrendo piuttosto in fretta e dalla prossima settimana non mi rimarrà più tempo libero durante l’ore di luce pe’ tutte queste peripezie organizzative ché di fatto, non vi son giorni ormai sin un qualche intervento inventariale da qualche parte dell’intera regione. Pare ch’il principio di codesta settimana abbia rinsavito un poco la mia motivazione sebbene vi siano molte quistioni pendenti che debbo assolutamente risolvere in ambito personale, in aggiunta alle succitate. Tenterò già nel meriggio d’attuare un qualché d’efficace per limitare i danni e le sfortune ch’aleggiano sulla testa e sulle mie riserve pecuniarie attuali. V’è una parte di me parecchio ottimista che non cessa di ripetermi che, collo scorrere de’ giorni, tutto irà sistemandosi per conto suo, sebbene la parte più razionale di me sa benissimo che codesto null’altro è ch’un meccanismo di difesa tanto controproducente quanto basato sull’ormai detestabile speme di cui mi son visto narrarne qualche malfatta ier sera. Ho ricevuto una missiva da Poles, inoltre, tornando con questa parentesi all’ambito lavorativo, in cui la responsabile dell’Activa Corp. del luogo mi confermava la calendarizzazione da me propostale e si congedava in maniera estremamente cordiale. Ch’anche il mio atteggiamento esageratamente concessivo faccia parte ‘sì tanto della mia efficienza nell’impiego? Credo di conoscere già la risposta e, colla lucidità ch’a quest’ora d’ogniddì mi conviene, debbo ammettere ch’ogni discesa precipitosa lungo le pareti de’ pozzi fangosi della commiserazione rinnova in me la brama di voler giungere dì dopo dì a risultati che mai avrei pensato possibili ‘l giorno addietro. In aggiunta, debbo tentare di cessare di comparare il mio attuale stato di traguardi con quelli che mi son posto innanzi ma, concedendomi uno sguardo addietro solo in codesto frangente, debbo imparare a valutare e compiacermi dell’ove mi trovo oi con rispetto a ove mi trovavo anche solo un anno addietro. E ‘sì debbo ammettere che, per quanto quissà mi trovi ‘n una serie d’accadimenti personali e lavorativi più impegnativi, l’inerzia attuale è decisamente maggiore, l’attriti colle mie tensioni usuali son sempre meno complessi e, se solo imparassi a farlo, vi sarebbero ‘sì tante compiacenze discernibili dai risultati cotidiani che nulla parrebbe fermarmi dall’applicarmi ‘l tanto che basta pe’ scavalcare un ostacolo al dì. Sì, perfino quelli che temo anche alla sola vista.

Hillary Swift, Whogburg, Contea di Bolinthos, 1924


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