06/04/1924 – Ore 06:33 – #282
Spendo quest’ultime mezzore in attesa che Lily si desti per scribacchiare d’un po’ di nulla su questa agendicola; v’è poco di che narrare delle vicende del meriggio scorso poiché io e Lily ci siamo lassati abbandonare all’ozio e alle ciarle riassuntive dell’ultime due settimane. Oi mi sono destato piuttosto presto, nonostante avessi impostato la sveglia un paio d’ore più tardi – probabilmente il mio orologio biologico, oramai, ha poco di che cangiare. Ne sto profittando per recuperare alcune letture poco impegnate e dilettarmi in qualche acrobazia lirica sull’altre agendicole che riservo a questi momenti spenti. Oi passeremo ‘l dì ‘n April Street poiché sia io che Lily abbiamo di che profondire un sacco di studi in vista delle prossime settimane. Ieri ho avuto modo di farle leggere il proseguio dello scritto ch’iniziammo un anno addietro e m’è parsa molto allietata dallo sviluppo del primo capitolo, tanto che, per quanto tarda l’ora, ella ha incipito subito con l’abbozzo delle miniature di contorno ch’introdurremo nel libercolo. Non le viene richiesto un lavoro di fino poiché mi rendo conto che scarseggiano sia il tempo che l’effettivo materiale artistico per consegnare una serie d’opere d’arte incommensurabili; tuttavia, proprio questo è lo scopo del mio progetto congiunto: fomentare la parte artistica e d’inventiva ch’ormai troppo poco sovente posso vedere accesa ne’ suo’ coetanei. Nel meriggio, mentr’ella si dedicherà ad alcuni studi specifici senza la mia supervisione, credo che mi gitterò intro alla preparazione operativa per la prossima settimana d’obbligazioni per la Kryomont in quanto resta sempre meno tempo libero per l’ultime calendarizzazioni considerando ch’il quindicesimo giorno d’aprile sarà l’inizio delle peripezie pe’ la regione tra una fabbrica ell’altra, a offrire i servizi di ricalibrazione inventariale. M’aspettano due mesi per vero distruttivi. In compenso, sto tentando di minimizzare ulteriormente ogni possibile distrazione circostante d’intorno e coll’aiuto d’Ada, stamane proverò a estremizzare codesto approccio in maniera sistematica. Ella, di fatti, m’ha fornito una serie di liste di faccende domestiche mirate ad una sorta di essenzialismo attuabile con alcuni sacrifici ma col fine ultimo d’incrementare la mia già alta produttività. Vi sono alcune quistioni ch’ier ho avuto modo di rifrullare pe’ le recchie ne’ momenti di migrazione verso Gersburg e creo d’aver percorso un ulteriore passetto ‘n avanti ‘n quello che pare ser il sentiero giusto; si tratta d’una serie di piccole epifanie personali che richiedono tuttavia aggiustamenti nel diario svolgersi dell’esistere e conto d’implementarli uno ad uno a partire d’oi. Come sovente accade, il ricalibramento de’ mie’ propositi e della mia intraprendenza ‘n tutti l’aspetti del vivere ricomincia dal rassettamento fisico delli spazi che solgo frequentare di più, vedasi l’appartamento ch’or mi sta accogliendo e l’insieme d’oggetti che solgo trascinare meco quando m’allontano di casa. Debbo trovare un sistema di gestione ancor più minimale s’intendo accelerare ‘l mio processo evolutivo entro le date da me stabilite e, per quanto siano prefissate sul lungo termine, lo scorrere inesorabile de’ giorni non attende caritatevolmente e, lo noto spesso affliggendo ogni entrata con una cifra in cima, par che quest’anno possa scivolarmi ancora più celermente che ‘l precedente. Tuttavia, proprio a codesto proposito, l’attitudine che sto apponendo al mirarmi alle spalle ‘l meno possibile pote ser il cangiamento che, per vero, richiede più sforzi de lo ch’aveo preveduto poiché di fatto v’è una pletora di scritti pendenti cui sovente mi dedico che fondano le radici proprio ‘n que’ rimasugli di memorie – spesso torturanti – che pèrpetro nell’impormi di non considerare. Non mi dilungo ulteriormente poiché Lily s’è destata e cominceremo a garnire doletti non appena entrambi i suo’ occhi son completamente aperti.

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