31/03/1924 – Ore 18:04 – #276
Che dire d’oi, or che ‘l meriggio s’appresta a spegnersi ‘n un ticchettìo sommesso di pioggia fastidiosa, il mio stomaco borbotta dalla fame e ì vorrei che vi fosse almeno un’altra dozzina d’ore pe’ lassarmi colla testa impegnata su tutti l’affari che vorrei concludere. Mi son destato prima del solito stamane, sin troppe difficoltà e mi son concesso un lungo bagno bollente assorto nella lettura d’un libercolo poco costruttivo ma d’intrattenimento non solito alla mia persona poiché già m’è capitato di menzionare ‘l fatto che non m’immergo sovente nell’esplorazione dell’altre stanze. La mane l’ho scialacquata nell’obbligazioni rimanenti dalla giornata appena scorsa e posso ritenermi piuttosto soddisfatto d’aver concluso e sepolto l’urgenze della settimana sebbene abbia dovuto sfruttare questo giorno di festa. Tuttavia, so d’aver discorso molto anche su quanto m’aggrada tenermi ‘sì impegnato ne’ giorni di riposo dell’altri, quan pe’ le calli non v’è molto di che lamentarsi e l’ovatta dell’ozio avvolge ‘sì stretta l’individui delle contee. Chi sa per qual motivo ì vi sia ‘sì immune durante tali dì e sia più semplice per essa afferrarmi di soppiatto nell’altri giorni della settimana. Credo, d’ogni modo, d’aver fatto molti progressi nella pianificazione sistematica delle mie giornate poiché, col senno d’oi, avendo ‘n precedenza tenuto ‘n considerazione la discesa divinabile de’ mie’ livelli d’energia, ho potuto profittare di quell’ore pe’ ricalibrarmi e prender un’altra rincorsa dedicandomi ad attività di poco conto. Ho tentato di concedermi anche qualche minuto di sonno, poscia un desino piuttosto celere ma par ch’i caffè della mane sian stati più che contrari al lassarmi cadere dormito. Tornato ‘n April Street nel mezzo meriggio, mi son gittato sullo scritto che io e Lily stiamo tentando di continuare da un anno a questa parte e, pur in questo caso, m’ha allietato notare come la penna scorresse sin fatica sui fogli, tanto da farmi quasi detestare le lancette ch’imperterrite scandivano i passaggi d’un’attività all’altra. Poco male; mi son proposto di tornare su codesto scritto almeno una volta al dì, ché tanto di quello che m’ha arrestato in quest’anno è stata proprio la carenza d’un’inerzia diaria. Successivamente, ho potuto tornare col naso sulle scartoffie concernenti l’ultimi sviluppi della Fox Reprise e sulle quistioni ch’ormai divengono sempre più impellenti col passare delle settimane: di fatto, l’eventi letterari ne’ mesi caldi non mancheranno e, anzi, paiono fin eccessivi al momento considerata l’impreparazione che percepisco nella sala, ì per primo. Tuttavia, priorizzando la sistemazione delle carte e la revisione delli spettacoli pianificati, son ben più ch’ottimista sul discreto successo che possiamo ottenere come associazione. D’una parte, sto apprezzando molto il lavoro che Stewart sta svolgendo per quanto concerne il proselitismo attivo e ho deciso di non interferire in alcun modo poscia i primi risultati positivi che m’ha mostrato la settimana addietro. Oi avrei voluto raggiungere Vee pe’ sgomitolare un po’ di quistioni su cui mi sento ancor immaturo, per quanto riguarda la mia parentesi imprenditoriale ma, tra ‘l tempo che di fatto scarseggia e la mia disciplinata brama di voler seguitare coll’obbedire all’agenda, non veo come sia possibile. Inoltre, quissà oi ha pure tenuto i battenti serrati, essendo dì di festa. Le farò visita ‘n settimana, salvo imprevisti gravi. Ada è passata ‘n April Street, stamane, mentre ero di torno pe’ la contea e non ho avuto modo di ciarlare un poco con lei; d’ogni modo, ha fatto un altro lavoro eccellente ch’ho potuto apprezzare al mio rientro ‘n casa. Oi non sono tanto sull’umore di scrivere per ore e creo che tale stato sia cagionato dall’effettivo sforzo mentale ch’ho esperito durante ‘l dì. Chi sa che dimani non sia l’opposto. Vo’ che comincio a sentire i morsi della fame.

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