11/03/1924 – Ore 07:13 – #256
V’era una parte di me che non vedea l’ora ch’iniziasse questa settimana; non molto per l’impegni che m’occuperanno questi primi due giorni, lontano della mia regione e sballottato tra una conferenza e un’assemblea, tra direttori imbellettati e convenevoli del caso, tra un desinar raffinato e una valanga di ciarle poco utili. Mi son grappato all’idea ch’ormai ogni inizio di settimana funge di poco come nuovo natale pe’l mio modo di frontar lo ch’occorre. Cada settimana tento d’incluere nelle mie solitanze un qualché di novello, produttivo e, sopra di tutto, utile. Che tal cosa sia utile al mio benessere fisico, mentale o carrieristico, bè quello s’ha da vedere volta ‘n volta. Questa settimana penso ch’incipirò un rituale serale prima dell’ora del riposo, cominciando con un qualché di piccino e di facile risoluzione, che sia anche solo il settaggio pronto dell’abiti pe’l dì successivo. Par cosa da niente ma l’efficienza la trovo sovente nell’inerzia di tutte le piccole cose cotidiane. Al momento, tuttavia, sto attendendo l’orario pe’ sortire di casa, col baule da viaggio sostante all’ingresso e i vestiti migliori per tale occasione indosso. Aveo ponderato d’esagerare coll’eleganza ma dubito ch’il mio abito sarebbe stato incluso nella folla ch’avrò di che frequentare e, anzi, con molta probabilità, mi sarei isolato otticamente e, di conseguenza, subliminalmente dell’altri. Punto fondamentale di tali incontri, soprattutto per un conferenziere qual sono, è quello d’empatizzare ‘l più possibile coll’auditorio più che col tavolone di relatori che professano ‘sì che vo’ tentando d’accapparrarmi le simpatie d’entrambi con una sobrietà ricercata. Mi son lassato andare a un bicchiere di uisge stamane, seguendo l’amarognolo d’un caffè piuttosto scadente e confido nel destar a sufficienza la mia motivazione entro l’ora fatale del mio intervento. La giornata, per quanto posso aver compreso dalle missive del signor Tinsteel e dei dirigenti commerciali della Kryomont dell’ultimi giorni, si svolgerà in tal maniera: verso l’ottava ora io e il signor Tinsteel prenderemo il convoglio diretto che ci porterà verso Polyem, nella regione di Tawskin, rinomata per i colli verdeggianti e i vitigni corpulenti; lì, se non incontreremo intoppi, indulgeremo in un desino di localismi ove la stecca del bostauro oramai è rinomata ‘n tutta la stanza. Al desco dovremmo presenziare coll’altri venditori d’anticipo sui tempi come noi ma ancora non son sicuro di chi possano essere, sebbene immagini che le più alte cariche della Frontprice si palesino alla nostra stessa ora. Fin da quel momento, indi, mio compito sarà quello di sottolineare casi subdolamente molte note riguardo le nostre obbligazioni tenendo a bada la mia solita superbia quando si tratta di lusighe ne’ confronti de’ superiori. Il superiore diretto del signor Tinsteel è il signor Desmond Vices, dirigente della Frontprice; codesto resta di per sé sotto il controllo di David Plight, l’effettivo proprietario dell’azienda. Inoltre troveremo probabilmente la presenza di Gustav Raventale, amministratore delle relazioni tra Frontprice e Kryomont. Si sta facendo tardi ma conto d’aver tempo, in serata, pe’ sviluppare un resoconto dettagliato dell’intera prima giornata in Polyem.
Ore 23:58
Debbo rimangiarmi l’ultima frase. Non ho avuto un briciolo di tempo libero, oi. Ricupero ‘l resoconto succitato dimani.

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