Il Diario delle Vanvere Terapeutiche #251

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06/03/1924 – Ore 17:16 – #251

Ho trovato sol ora un poco di tempo pe’ pormi a scribacchiare un resoconto finora del dì. La buona nuova è che par ch’abbia smesso di piovere; al momento, delle persiane socchiuse filtra un sole primaverile casi esagerato che par voler compensare in un sol meriggio tutti i giorni addietro di diluvio. Stamane ho cominciato a disciplinare una serie di solitanze mattutine sin scusar il mio sonno e debbo ammettere che ‘l primo giorno di tal tentativo è stato positivo. Sicuramente necessiterò aggiornament e aggiustamenti pe’ seguir col tempo anche ‘l mio deseo d’instaurare una qualche crescita esponenziale perfino nelle prime ore della mane ma, per ora, posso adagiarmi soddisfatto sulla consapevolezza d’aver uno schema e un programma d’attività per quando mi desto che mi dia la rincorsa per l’ore di luce. Oi ho incontrato il signor Tinsteel presso la stazione ferroviaria di Neckwood, luogo che veniva comodo per entrambi per i convenevoli del caso e la seguente pianificazione della giornata fuori porta. Col convoglio di primo passaggio, ci siamo recati verso Sheerburg ove avremmo trovato la prima tappa: la Hat Co. Qui, poscia una celere colazone presso la taverna fianco alla fabbrica, ci siamo dilungati nelle solite obbligazioni tabulate ch’avrebbe dovuto svolgere Phillip Willow ma che ‘n è riuscito a concludere in tempo per via d’altre urgenze, o perlomeno, ‘sì m’è stato riferito dal signor Tinsteel. Di lì, la nostra seconda tappa è stata a Fleexline e, successivamente, di nuovo verso Sheerburg. Questi tragitti in carrozza, per quanto tediosi, ci hanno dato modo di impiegare il tempo in maniera costruttiva discorrendo delle impellenze della Kryomont e qualche ciancia più intima sullo scorrrere dei reciproci dì. V’è un’affinità particolare col signor Tinsteel ch’adoro ritrovare nelle brevi conversazioni sia lavorative che no, quando ne capita l’occasione, poiché, oltre essere l’unico impiegato della Frontprice che comprende le mie divagazioni specifiche sulle questioni commerciali nelle quali siamo coinvolte, mostra anche caratteri personali magnetici verso tante delle mie inclinazioni sul gestire il cotidiano. Vèdanosi per certo tutte l’incompatibilità del caso, non lo nego, ma di contro l’altri venditori della Frontprice, quelle col signor Tinsteel paion per vero minuzie di poco conto. Quissà anche tale affinità è motivo per cui tendo a estenuare le mie forze durante il passaggio delle settimane, accettando qualunque impiego o cliente mi venga proposto, quasi per accaparrarmi un’adulazione d’elli che, di fondo, non mi sarebbe necessaria, sebbene essa so bene andar a sostituire l’accettazioni e ammirazioni che dovrìan venire d’altre fonti. La dottoresssa Nauer, se fosse qui, lo direbbe meglio ma mi sorriderebbe come suo solito nel comprendere per l’ennesima volta ch’ormai la quistione mi si sia cementificata didentro. Poco altro di cui scriver, or che mi trovo sulla mia poltrona, col pensiero che sballonzola d’una parte l’altra tentando di fermarsi sulla mia prossima attività da intraprendere. Vero è che le membra paion aver raggiunto il loro limite anche oggi ma l’ora è presta e ben so che debbo dedicarmi a qualche altro progetto per mantener viva la mia intraprendenza recente. Inoltre, stasera parteciperò a un altro seminario presso l’Accademia Superiore di Lylcoin ove spero vengano discussi l’aspetti che m’han creato l’interesse di parteciparvi dopo averli letti sulla locandina fissata sulla bacheca fori della porta della stessa Accademia: i temi rasentano l’argomenti che sto esplorando con Vee in biblioteca e, se tutto fila come deve, avrò l’occasione d’ascoltare qualche parafrasi utile sulle tecniche commerciali private ottimali pe’ l’erezione d’una qualche aziendicola o compagnia. Purtroppo, il seminario frontato la settimana appena passata non ha portato que’ nozioni o spunti che creìa ma non mi lamento di molto essendo stata un’esperienza dissimile dal mio giostrare di solitanze e m’ha dato modo d’aver uno spaccato intimo sul mondo con cui debbo aver a che fare s’intendo proseguire colle mie mire. M’e giunta, nel meriggio, mentre ero via di Lylcoin, una missiva di Claudette che sto sbirciando ‘ncora ‘n questo istante ov’ella lamenta qualche malanno stagionale e mi dimanda un supporto pe’ l’urgenze che deve frontare ne’ prossimi giorni. Domani ne parlerò col signor Tinsteel per organizzare una sorta di collaborazione di recupero delle sue obbligazioni pendenti, sempre s’il signor Tinsteel lo reputa necessario e se l’assemblea straordinaria ch’affronterò in Polyem a inizio settimana non porterà più gabule che motivazione. Ben so ch’i prossimi giorni e mesi mi spremeranno fino ‘l midollo. Una parte di me non vede l’ora. L’altra starebbe su questa poltrona a scrivere di tutto e nulla fino a finir l’inchiostro.

Sala Conferenze, Accademia Superiore di Lylcoin, Lylcoin, 1924


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