L’assenza del signor Densey non aveva fatto dimenticare a Joy il suo compito più importante. Con molta attenzione lavorava giorno dopo giorno, iniziando a dare forma ai primi abiti, ormai quasi completati.
Densey le aveva dato buoni consigli, quel che basta per riuscire già a capire come realizzarli. Si sentiva sola e serena allo stesso tempo, pur continuando a sperare di vederlo rientrare presto.
Lavorare in una bottega significava anche avere a che fare con i clienti, e in questo il signor Densey era decisamente più disinvolto. A Joy non mancava certo la gentilezza, apprezzata anche dagli ospiti meno abituali, ma conservava sempre un pizzico di timore dentro di sé.
La giornata era trascorsa tranquilla, e verso la metà del pomeriggio decise di concedersi una piccola pausa e un buon the. Proprio in quel momento entrò un uomo di mezza età alto, magro, elegante e composto. Pronunciò un sonoro “Buongiorno” e iniziò a guardarsi intorno ammirando la graziosa delicatezza di quel posto. Alla risposta di Joy si voltò per cercarla con lo sguardo, fino a trovarla.
Le strinse la mano e le disse “Molto piacere signorina, sono Ralph Corter, il direttore della compagnia teatrale del paese.”
Joy ricambiò là stretta di mano ed accennò un sorriso, pur avvertendo un vero e proprio terremoto dentro di sé.


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