V’è ‘n dì, chi sa di ch’anno
Ch’anche lo ch’era tuo spazio
Porgerà cordiale ‘n cenno
Riverente, cheto e sazio
Ch’ha da dir poco di novo
E pur le recchie dormiranno,
Ed oblieranno i danni e ‘l dolo
Del mio amar altalenando
Ma fin quel dì, musa e signora,
Fin quel dì ‘ncor meco chioso,
Fin allora, proso ‘ncora
Della donna d’altro sposo.

Fin Allora
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