Al rientro a casa Joy si trovo incuriosita, spiazzata, entusiasta e incredula, un pò tutto insieme.
Iniziò a cercare in lungo e in largo una coperta e un pò di cibo.
“Mmm, questo no, non so se sarà adatto… Ecco, questo mi sembra perfetto! O forse no, non so… Aspetta… Oh no, possibile che non riesca a trovare nulla?”
Persa ormai ogni speranza, in un angolino della dispensa scorse qualcosa che poteva proprio fare al caso suo. “Eccoti, finalmente!” esclamò mentre teneva tra le mani una piccola scatola di cibo ricco e gustoso.
“Questo fa proprio al caso nostro!” disse.
Recuperò una ciotolina, si chinò sul pavimento e la riempì di cibo.
“Vieni, vedrai che ti piacerà!”
Da un angolino della casa in cui si era rintanato si affacciò piano piano, impaurito, un piccolo gattino grigio. Era disorientato, confuso, ma nonostante questo sembrava in buona salute. A piccoli passi timidi e silenziosi si avvicinò alla ciotola e iniziò a mangiare.
“Dev’essere ormai da un pò che non mangi, eh?
Joy non sapeva nulla di lui. Di chi fosse, da dove venisse. Sapeva solo che quel giorno, al lago, mentre era immersa nei suoi pensieri ristoratori, tra tante persone aveva scelto lei. Se l’era trovato accanto nel fresco della brezza del tramonto, le stava vicino e le girava intorno per farsi accarezzare e coccolare continuamente. Aveva provato a chiedere ai passanti se sapessero di chi fosse, ma nessuno era riuscito a risponderle, e per non abbandonarlo lo aveva portato a casa con sé.
Da quel giorno tutto sarebbe cambiato, ma ancora era presto per lei per rendersene conto. L’unica cosa che aveva capito era che da quel momento non l’avrebbe mai più lasciato.


Lascia un commento