20/01/1924 – Ore 08:12 – #205
In quest’istante dovrìa trovarmi già tra le calli di Naught Port a sbrigare l’ultime urgenti faccende della settimana ma ‘l sono della mia sveglia da tavolo, stamane, non è riuscito nel suo unico compito, ‘sì che mi veo tardar di molto nell’obbligazioni odierne e, di fatti, sto ad ora aspettando la prima carrozza di passaggio che mi inizierà alla giornata lavorativa. Appena mi turba tale disfacimento de’ mie’ programmi, ma so che l’inerzia entusiasta de’ completamenti diario longo l’ore saran panacea pe’l mio umore temporaneamente ingrigito. Mi son destato, di fatti, celermente e mi son contentato d’un caffè e di qualche vagazione sulle nuove del quotidiano del sabato, cosa che spesso lasso dilungarsi per qualche ora nell’altre mani, prima d’esser per vero sveglio. Ci tenevo, inoltre, ad iniziar un breve flusso di pensiero prima d’uscir di casa, removendo per ciò tale ostacolo che si presenta costantemente all’attività, cagionando sul bene che trae seco il processo d’analisi e cronaca cui mi vedo dedito cada dì. Mi vado accorgendo di star scrivendo molto più nell’ultimi periodi e il proporzionale soddisfacimento ne sta venendo appuntato ne’ mie’ memorie. Oi, quissà, porrìa esser spezzato in moltitudini, questo libercolo, se tra un impegno e l’altro, mi costringo_a gettar l’avvenimenti su codesti fogli. Ora è d’uopo incipire.
Ore 10:58
Mi trovo ‘n Naught Port, al momento, nel cocchio che mi trasporterà fin alla prossima fabbrica ov’ho appuntamento, l’Activa Corp. di quartiere in March Street. Ho dovuto raggiungere, c’un’ulteriore deviazione dalla tabella di marcia, il signor Tinsteel stamane ché alcuni tabulati ch’avrei dovuto compilare ‘n giornata erano completamente errati. Il mio superiore ha risolto la quistione ‘n qualche minuto e ho proseguito il mio viaggio. Un borioso sole m’ha compagnato longo tutto ‘l tragitto e la mia prima tappa è stata a Threeks, presso una fabbrica minuta che condivide i dintorni con una locanda ov’ho potuto addentare qualcosa e concedere qualche bicchiere d’alcolico nettare al mio corpo che lo deseava fin d’ieri. Ada, di fatti, porterà oggi alcuni rifornimenti per la dispensa e confido che segua alla lettera la lunga lista che le ho consegnato l’ultima volta che l’ebbi vista. Oi, ‘l mio umore giace oltre i limiti dello sperato, vuolsi per il sole, per il reposar oltremodo eccessivo e involontario o per l’ultime epifaniche realizzazioni che m’han feso a spezzoni d’ultimamente. La carrozza sta ora rallentando, segno che ‘l quartiere popoloso del prossimo appuntamento è ormai tangibile.
Ore 13:45
Anche qui a Greenrice ov’or mi trovo, il clima è oltremodo anomalo, sfiorando quelle temperature che sovente si notan ai primi arrivi delle rondini. I mie’ impegni m’han sballottato dapprima ‘n altre fabbriche di Naught Port, ov’ho concluso ‘l tutto daffare ‘n pochi minuti, pe’ poscia giunger a Mary’s House, un borgo nascosto al confine tra Naugth Port e Greenrice. Lentamente, sento le mie energie sgocciolar via con ogni sobbalzo delle carrozze che fan di me lo che desean ma tento ‘ncora di completare quest’ultime tre faccende in codesta pianeggiante regione prima d’abbandonarmi all’anelato torno a Lylcoin. Quissà pur il clima è fautore di tal debolezza. Mi sono rifocillato con un freddo piatto di pani e carne ad una piccola locanda nei pressi della Activa Corp. di Naught Port e, per compagnare le masticate ho cominciato un libercolo approssimativo che cronaca dell’istoria d’altre stanze. Non solgo venturar mie’ studi ‘n tali letture ‘sì digresse, quantunque interessanti se ben scritte come questa, ma v’è un aspetto quasi ludico dato dall’intangibilità che non sgradisco. La Crosspath di Greenrice è sorta all’occhio, ormai, e ‘l cocchiere ha già imboccato la stradella riservata che porta al cancello d’entrata, sicché lasso ‘ncora una volta questo diario pe’ dedicarmi all’ultimi sbrighi.
Ore 16:56
In fine ‘n April Street, poscia ‘n soporifero intramezzo ‘n cocchio che m’ha chiesto dazio fisicamente. L’ultimi impegni a Greenrice si son rivelati di poco più complessi dell’altri d’oggi ma nulla di preoccupante. Ho terminato, durante l’ultimo spostamento, la lettura ch’aveo cominciata ‘n mane e m’ha lassato un pelo insoddisfatto. Con buone probabilità approfondirò li studi riguardo conscio che vi sia del potenziale sia nell’autore che nel contenuto in sè. I mie’ programmi adesso paion tuttavia tutt’altro che terminati e, a seguito di questo breve annotamento e di un grosso boccale di decotto d’orzo adornato di tabacco, mi getterò su alcune pratiche in scadenza ch’ho posposto finora. Nulla di complicato nemmeno ‘n tal quistione, si badi. Il proseguio del meriggio mi vedrà compagnato d’Ada e da alcune faccende meno remuneranti – perlomeno finanziariamente – cui tornerò, se necessario o rilevante, ne’ prossimi appunti. Debbo, inoltre, comunicar al mastro idraulico ch’un lavabo necessita d’attenzioni ‘n quanto lo sgorgo dell’acque appare visibilmente faticato. Quissà mi dovrìa far segnare lo che posso operare per conto mio, caso voglia occorra novamente una situazione tale. S’il tempo lo concede, m’apporrò, inoltre, a preparare alcune corrispondenze poiché conto già svariate notti dall’ultime nuove da parte di Florence, Elizah e Lara. Non mi si biasimi se vo’ trovando reciproca compatibilità con l’altro sesso dispetto l’òmini; la capacità ch’in esse v’è di ragionamenti e lo che ne precorre e consegue, lo reputo più affino al mio girovagar di temi e mente che lo d’altri come me fatti.
Da “Il Diario delle Vanvere Terapeutiche di Arthur Parker”

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