Il Diario delle Vanvere Terapeutiche #171

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17/12/1923 – Ore 08:00   – #171

Mi son concesso qualch’ora di riposo in più, in vista dell’appuntamenti del lunedì e del programma odierno ‘n quanto dovrò novamente giunger a Gersburg in mattinata pe’ ulteriori partecipazioni ad alcuni eventi celebrativi cui Lily farà parte co’ comparsate protagoniste. L’alba ha filtrato sommessamente stamane, rotolata d’una spessa nebbia piatta ch’attutisce persin le motivazioni. In tale cheta e meditabonda atmosfera invernale mi costringo a poche sistemazioni de’ miei registri ‘n vista delle prossime obbligazioni e a brevi considerazioni panoramiche sul mio taccuino, prima di fuggire verso la stazione e spender il giorno avulso da tutto. Con buone probabilità, a differenza del precedente giorno a Gersburg, tornerò tra queste mura qualch’ora prima della prevista ora stabilita per dormire. Conto d’aver ulteriore tempo ‘n serata per aggiornar questo taccuino.

Bertha Auntier Quill, 1923

Ore 21:02

Il viaggio fino a Gersburg è stato privo di notabili accadimenti, cosa che non occorreva da svariati mesi: pochi rallentamenti casuali, nessun cantiere sul percorso e una rarefazione di avventori e passeggeri da far invidia ai pendolari d’ogniddì. Anche l’eventi meridiani cui ha preso parte Lily si sono sbrogliati ‘n fretta, carezzati d’un tepore gentile che sol’in que’ borghi costieri posson sfoggiarsi anche a dicembre inoltrato. È stato, inoltre, piacevole scambiare qualche convenevole con Bertha Auntier Quill che non incrociavo probabilmente dall’ultima mondanità ch’assistemmo ‘nsieme. Verso la settima ora della seconda parte della giornata ho recuperato il convoglio che m’avrebbe riportato a Lylcoin, co’ breve tappa a una locanda sul percorso per attutire i morsi della fame. Il resto dell’ore, fin a questo momento, è stato tanto insipido quanto necessario in vista dell’importante appuntamento di domani che mi vedrà esporre una relazione riassuntiva di persona al signor Tinsteel e al signor Barweight, i miei due superiori, ch’incontrerò a Chesterville, alla Crosspath Factory del luogo, colla tacita ma palese intenzione delli due di testar alcune mie capacità di vendita e affiliazione. Per fortuna e grazia – sebbene più per allenamento ormai involontario – non sento alcun tipo di pressione e le implicazioni psicologiche del caso, le motivazioni intrinseche d’un menefreghismo elegante e cordiale e le conseguenze obbligatorie saranno oggetto delle mie prossime digressioni sull’altri mie’ quaderni.

Da “Il Diario delle Vanvere Terapeutiche di Arthur Parker”

Stewart Barweight, 1923


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