Fors’il gelo ch’or avviluppa tutto,
Mi spiego, orbene, mi giustifico,
Ch’ancor da dì m’attiene al letto
‘N cui sproloquio inprolifico
E maledico ‘l me che dassù veo
Ma ch’in fondo ‘n c’è, nevvero?
Torsoli d’lo ch’ancor creo
Sparsi sparuti tra i pianti del cero
Ch’accompagna le ripicche,
Talvolta ‘n eccesso austere,
Del mio inerte dar di stecche
Persin su le strofe più vere.
Sì che sfuma sin voltarsi
‘N altra sera d’attesa e speme
Accartocciando i sorrisi falsi,
Le nocche scure, le tasche piene,
I molari pressi, bestemmie al muro
E versi e versi di quel passato
Ch’ancora fingo sia futuro
Ma ov’ancor son ancorato.

Passato
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