
Hai sempre pensato di darti alla scrittura di un brano musicale ma non sai da dove partire e pensi di non essere abbastanza creativo per farlo?
Sarà sicuramente capitato a tanti, non nascondo che ci sono passata anche io. Ho provato diverse volte a comporre musica, sia su spartito, sia improvvisando direttamente sul mio pianoforte, ma i primi tentativi non hanno mai soddisfatto le mie aspettative e ho abbandonato quasi sempre l’idea. Mi sembrava di non avere la creatività adatta, idee brillanti da sviluppare e nemmeno l’attitudine alla sperimentazione.
Oggi, dopo svariati momenti di rassegnazione, ho deciso di provare a documentarmi per capire se e come possiamo migliorare il nostro lato creativo.
Hai letto bene, migliorare!
Partiamo con il primo assioma universale: tutti abbiamo un lato creativo.
Lo psicologo Gilford definiva la creavità come il processo che implica la creazione di nuove idee e nuovi concetti, così come la trasformazione di quelli esistenti in prodotti nuovi e originali.
Molteplici studi scientifici (Abraham, 2016; Dietrich, 2004a; Smith, Ward, & Finke, 1995) mostrano che la creatività è un’abilità influenzata da molti fattori e in grado di emergere in modi differenti (Dietrich, 2019).
Paradossalmente il comportamento creativo insorge spesso in relazione a molte patologie del sistema nervoso come la demenza frontotemporale (Gesel et al, 2021). Se ci riflettiamo un attimo ci rendiamo conto che in fondo almeno una volta avremo sicuramente pensato ai grandi inventori associandoli allo stereotipo di «geni pazzi». Lo stesso Aristotele diceva “No great mind has existed without a touch of madness.” (Nessuna grande mente è esistita senza un pizzico di pazzia).
Per dirigerci nel contesto musicale possiamo pensare a Ludwig van Beethoven, che perse le funzionalità uditive prima dei trent’anni pur continuando a comporre musica e opere fino alla sua morte.
Detto questo, dobbiamo per forza nascere menti geniali, o malati, per allenare la nostra creatività e cimentarci nell’arte di creare, e quindi di comporre musica? Direi proprio di no.
Per lavorare un pò su di noi condivido qui una serie di strategie, suggerimenti e strumenti utili che possono aiutarci a rafforzare e allenare la nostra creatività.
Il primo strumento che ci serve per sviluppare la creatività “pratica” in ambito musicale, ahimé, è proprio la teoria. Potrebbe non piacere a tutti l’approccio alla musica dal punto di vista teorico, ma è utile perchè vi troviamo princìpi fondamentali come note, tonalità, scale fino ad arrivare a concetti più complessi come ritmo, accordi e armonia. Possiamo reperire queste informazioni tramite diversi canali come libri, corsi online, frequentando scuole di musica o ancora sfruttando l’enorme quantità di risorse che il Web mette a disposizione per noi (Youtube, articoli, tutorial).
Un’altra attività importante che possiamo svolgere in qualunque momento (nel tempo libero, durante i viaggi in auto, o dedicandole del tempo appositamente ricavato) è coltivare l’ascolto di tanti generi musicali diversi. Questo permette di ispirare nuove idee e approcci, oltre a scoprire strumenti, stili e brani che possono piacerci davvero molto, ma soprattutto ci consente di allenare il nostro orecchio ad ascoltare in maniera più profonda e cosciente la musica, qualunque essa sia.
Una volta apprese le basi teoriche, possiamo provare a muovere i primi passi con la pratica.
Un concetto importantissimo da tenere presente è che la libera improvvisazione non ha regole, quindi possiamo davvero sbizzarrirci e provare a imbastire qualche piccola sequenza di note senza pensare a quanto sia bella o brutta, semplicemente provando a creare.
Pur potendoci muovere senza regole, ci sono molti esercizi guidati con cui possiamo aiutarci nell’improvvisazione. Anche in questo caso possiamo documentarci con libri e tutorial, anche online. Questi percorsi vi mostreranno come una piccola sequenza di accordi o di note semplici sia in realtà un terreno molto efficace su cui iniziare ad abbozzare una melodia, magari provando a seguire la scala in cui si trova l’accordo semplicemente salendo o scendendo. Il progresso tecnologico permette anche di avere tanti strumenti in formato digitale a disposizione, quindi possiamo provare a realizzare le nostre bozze e abbinarle ad altri strumenti. Questo passaggio sembra molto complicato, ma l’aggiunta di un breve e semplice sottofondo in accompagnamento ti aiuterà già ad ascoltare il tuo brano sotto un punto di vista più ampio e d’insieme (e ad apprezzarlo un pò di più!).
Ah, ovviamente…non scartate nulla! Siate sempre pronti a “fallire” tirando fuori quel che capita o che non vi piace, e soprattutto tenete traccia di tutti, ma proprio tutti, i frammenti che vi vengono in mente durante i vari momenti di improvvisazione. Chissà che in futuro non possano rivelarsi essi stessi fonte di ispirazione…
L’esperienza personale degli ultimi mesi mi consente di illustrarvi un ulteriore approccio che casualmente ho testato per primo e per me sembra funzionare molto bene: la collaborazione con altre persone. Posso dire di essere stata fortunata ad avere musicisti tra le mie conoscenze, perchè mi ha permesso di iniziare a realizzare musica in compagnia. Il primo vantaggio è poter condividere una passione comune, ma aggiungo che unire idee e intuizioni stimola tantissimo e ci permette di captare consigli e spunti per migliorare le nostre creazioni.
Se non frequenti musicisti e trovare compagni di musica ti sembra difficile, potresti cercare annunci nelle sale prove della tua zona. Solitamente hanno una bacheca in cui si può lasciare un post-it per cercare collaboratori o offrire le proprie competenze e capacità a chi ne è alla ricerca. Un’altra alternativa potrebbe essere l’utilizzo di community che offrono la possibilità di ricercare musicisti nella propria zona oppure di mettersi a disposizione di chi ne è alla ricerca. Uno dei più utilizzati è Villaggio Musicale, che ti permette di trovare musicisti e di renderti disponibile se stai cercando un collaboratore o una band con cui lavorare.
In conclusione, la creatività è sicuramente una dote innata in misura diversa per ciascuno, ma è evidente che anche se non sembra uno dei nostri pregi più grandi possiamo lavorarci su quotidianamente e ottenere importanti miglioramenti. Ribadisco quotidianamente perchè l’approccio utile non è soltanto di tipo pratico, ma anche e soprattutto mentale. Per introdurre elementi di novità in ciò che produciamo, dobbiamo essere pronti ad accogliere, a limitare la caduta nelle abitudini e predisporci a nuovi orizzonti, sotto tutti i punti di vista e sotto tutti gli aspetti che riguardano la nostra vita.
L’ispirazione può venire da qualunque fonte, sia essa artistica, letteraria, visiva, o musicale. Quindi occhi (e orecchie) aperti e buona scoperta!





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