Quill’impresa a me giunge
Ond’impeto vigoroso pervade
Ello scriber nobile funge
D’esorcismi e cure rade
E ‘l calamo è spingarda
Or ch’ì, schiena ai bricchi,
Guardo ‘l buco che mi guarda
E sento già (i) ferrosi nicchi;
S’ispara ‘n favelle_empie
E de’ miè vagare allodiali;
Poi m’attraversan le tempie
E s’appoggian all’altri mali.

Spingarda
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