«Crede che abbiamo divagato troppo?»
«Beh, consideri che nel frattempo le sono cresciuti i capelli.»
«Oh! Me la dà una spuntata?»
«Taglio militare?»
«No. Odio svegliarmi presto. Mi faccia un taglio deciso. E poi mi spunti i capelli.»
«Taglio a spazzola?»
«Non saprei, come funziona?»
«La spazzolo finché non le cadono i capelli.»
«Qualcuno glielo chiede mai?»
«Cosa?»
«Quel taglio.»
«No, no, l’ho appena inventato.»
«Creativo.»
«Tra creativo e cretino ci passa poco.»
«Quantifichi.»
«Trentasette…»
«Esagerato. Su che scala?»
«Quella di Milano, ovvio.»
«Teatro?»
«No, povero. Lei?»
«No, aspetto facciano i film.»
«Lei è piuttosto pigro…»
«Sì, ci ho pure scritto un libro sulla mia pigrizia…»
«Sul serio?»
«Beh ho scritto il titolo e l’ultima pagina… sa, sono pigro…»
«Ah non lo sapevo…»
«Avrebbe dovuto leggere il libro, non ci avrebbe messo molto, eh..»
«Ha fatto successo?»
«Beh, tanti lo usano come segnalibro…»
«Lo prendo come un sì…»
«Basta che non gli faccia male, a forza di prenderlo per il sì diventano dei sissignore…»
«Lei sta divagando…»
«Ma lei non mi taglia i capelli!»
«Lei va in moto o a cavallo?»
«Beh, vorrei proprio averlo un cavallo.»
«E allora facciamo un bel taglio a caschetto!! »
tratto da “Gli Alieni non Credono a Noi” edizione imbruttita – Lupiscattoli, Delrio, (2023)


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